Il Tirreno

Grosseto

«Il 10% non ci basta» L’agricoltura ko chiede risorse in più

di Ivana Agostini

Riunione in Provincia tra Vita, la Regione e le associazioni «Ci faremo sentire fino a Roma». Grande assente il Comune

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ALBINIA. «Chiediamo più fondi alle imprese agricole danneggiate dall’alluvione: il 10% non ci basta, siamo in ginocchio». È il grido di aiuto dei molti agricoltori che venerdì erano presenti a un incontro con Provincia e Regione, nella sala Pegaso della Provincia di Grosseto, convocata dall’associazione Vita di Albinia.

All’incontro erano stati invitati il deputato Pd Luca Sani, l’assessore provinciale all’agricoltura Enzo Rossi, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, l’onorevole Monica Faenzi e il governatore Enrico Rossi, e il vicesindaco di Orbetello Stoppa. Alla fine erano presenti solo Bramerini, Marras ed Enzo Rossi, oltre alle associazioni di categoria, Cia, Coldiretti e Unione agricoltori. «Abbiamo chiesto alla Provincia di Grosseto di fare un incontro sui contributi alluvionali all’agricoltura - spiega il presidente di Vita Giuseppe Rustici - e la Provincia ha subito accolto la nostra richiesta. Il presidente Marras, insieme agli agricoltori, alle associazioni di categoria, alla stessa Vita avvierà un percorso: la stesura di un documento che ci porterà fino al ministro della agricoltura e a Renzi. Siamo scoraggiati ma non ci arrendiamo e combatteremo finché non sarà possibile per ottenere soldi in più: percorreremo tutte le strade consentite».

Proprio a causa di impegni istituzionali non tutti erano presenti: per esempio il Comune di Orbetello. «Sono rammaricato - dice Rustici - di questa assenza: io stesso mi ero impegnato a mettere al corrente dell’evento il vicesindaco ed ero stato rassicurato sulla loro partecipazione. Ma anche sta volta, come già accaduto per le nostre domande sui contributi ai privati, non sono stati di parola». Una presenza che Rustici riteneva “opportuna” perché «se mai ottenessimo soldi in più sarebbe un bene per tutto il territorio. Spero che almeno siano disposti a sottoscrivere il documento che porteremo a Roma». Una situazione, quella delle imprese agricole, che non si esagera a definire “disastrosa”: imprese che hanno perso molto sia perché direttamente colpite dall’alluvione sia perché danneggiate dall’impossibilità di mettere in atto la semina a causa dei terreni resi impraticabili dalla pioggia. «Gli effetti dell’alluvione si vedono adesso - dice un imprenditore agricolo - dopo che non abbiamo avuto ancora nulla, siamo in molti a essere danneggiati e i soldi stanziati non bastano». Un anno senza aver ricevuto nulla sembra un’eternità a chi è allo stremo ma - dice Marras - alla fine «è un tempo da considerarsi nella norma vista la burocrazia che ci circonda». «Abbiamo avuto un numero di domande di danni molto rilevante - spiega Enzo Rossi - circa 802 domande, 663 delle quali subito complete e positive e 139 in cui abbiamo ravvisato dei problemi dando la possibilità di controdeduzioni. Di queste 139, 44 hanno prodotto istanza di riesame, una metà sono state nuovamente inserite e questo ha comportato oltre un mese di lavoro. Abbiamo fatto però una cosa importante - prosegue - abbiamo dato la possibilità di richiedere intanto un 10&% a tutti coloro che ne hanno diritto dimostrando la riattivazione dell’azienda». Una percentuale ritenuta esigua ma che Marras ha invitato tutti a prendere: «se vi posso dare un consiglio spassionato - ha detto - iniziate a prendere almeno questi soldi».

Era presente all’incontro anche l’assessore Bramerini che si è fatta portavoce della richiesta che il governatore Rossi ha fatto ai parlamentari toscani: «Far sentire il nostro peso al Governo, sulla disparità di trattamento fra l'alluvione della maremma e altre più o meno recenti».

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