Il presidio
L’Amiata sforna i nuovi vertici Pd
Il segretario Pinzuti vuole Ulivieri e Landi per presidenza e direttivo. Franci unico a ritentare il bis
CASTEL DEL PIANO. Il segretario provinciale del Partito democratico, Barbara Pinzuti, propone all’assemblea del direttivo Franco Ulivieri, presidente Unione comuni Amiata grossetana, alla presidenza del direttivo provinciale, ed Emilio Landi, sindaco di Arcidosso, nell’esecutivo provinciale. Insomma, un Pd che conta sull’Amiata. E proprio a Castel del Piano, mercoledì, si è tenuta la direzione provinciale del Pd, con politici e amministratori a discutere le questioni amiatine e segnare nell’agenda preelettorale impegni e scadenze: unione-fusione, infrastrutture, assetti sanitari, geotermia, assetti futuri istituzionali in vista di un’eventuale soppressione delle Province e l’incalzare dei disegni di area vasta.
Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, in trincea perenne rispetto alle questioni affrontate, come gli altri primi cittadini dell’Amiata, dei sei sindaci uscenti dei comuni dove si vota è l’unico che si presenterà per la seconda volta candidato sindaco. Proprio sulle questioni affrontate mercoledì si gioca la vittoria o la sconfitta elettorale.
Sindaco, allora: unione o fusione?
«Tutti abbiamo convenuto che la strada dell’Unione, sebbene laboriosa, è quella giusta e ci permette anche di guardare oltre, a un’Amiata, un domani, unita nei due versanti. Con la fusione si creerebbe un supercomune a scapito degli altri più piccoli e non ce lo possiamo permettere. L’Amiata deve vincere tutta. La compagnia dei carabinieri potrebbe essere in Amiata se fossimo un’unità. Le difficoltà per l’Unione, comunque, non mancano: 140 dipendenti da gestire e necessità assoluta di collegamenti informatici fra enti. Questo, di base».
E la geotermia?
«Credo che sulla geotermia a Montenero si vincano o si perdano le elezioni. La geotermia a basse entalpia, quella di Montenero, per capirsi, la rigettiamo decisamente. Il territorio è vocato all’agricoltura e all’ambiente incontaminato. Il no secco lo abbiamo detto già e lo ripetiamo. Per le alte entalpie, Bagnore, insomma, abbiamo voluto e avuto tutte le indagini e gli studi possibili. Ma anche in questo caso, la faccenda si ferma a Bagnore 4. Poi basta. Scritto e sottoscritto già da anni».
Anche la sanità è una spina nel fianco. Cosa avete commentato e previsto?
«Il giudizio complessivo per la provincia è stato positivo, anche per l’azione delle Società della Salute. La richiesta forte è il consolidamento della rete ospedaliera, centrale e periferica. Siccome siamo sotto elezioni, torna la questione Cipressino? Vecchia di 20 anni e più. La direzione Pd ha sollecitato che prima delle elezioni si firmi l’accordo che darà l’avvio all’inizio della costruzione dei lotti delle Aiole e a quello del Cipressino. È in atto l’intesa fra Regione, Provincia e comuni (Fondi geotermia) per procedere per lotti e stralci. Credo che ci potremmo essere sul serio. Ma per le infrastrutture si è parlato anche della manutenzione del territorio, avviando un confronto col nuovo consorzio di bonifica: due gli interventi da effettuare: dragaggio dell’Orcia e interventi ineludibili sull’Ombrone. La fine della Provincia impone un nuovo confronto Amiata-capoluogo».
In che termini?
«La Provincia finisce e avanza l’area vasta, vedi nettezza urbana, sanità, acqua, trasporti. È obbligatorio, dunque, un confronto col capoluogo che dovrà avere un ruolo attivo per la costruzione di progetti di sviluppo. O siamo in grado di riempire questo gap o si va poco lontano. E si tenga conto che come Amiata mettiamo insieme otto comuni».
Un’Amiata di che colore?
«Anche per l’Amiata è possibile muoversi con efficacia per aggregare le forze di centro sinistra e intercettare le novità e i bisogni della società per costruire un progetto unitario e comune. Abbiamo la forza e i cervelli per elaborare progetti e sostenerne la validità».
Fiora Bonelli
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