Il Tirreno

Grosseto

I militari del Savoia sul lettino dell’Avis per donare sangue

di Lorenzo Falconi
I militari del Savoia sul lettino dell’Avis per donare sangue

Sono 195 i soldati che hanno risposto all’associazione Il comandante: «Fiero dei miei uomini, è un gesto nobile»

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GROSSETO. La donazione di sangue si arricchisce di nuova partecipazione. È quella dei militari del reggimento Savoia Cavalleria che, in accordo con Avis, hanno scelto di partecipare attivamente al generoso atto della donazione.

In totale saranno 195 i militari che prossimamente si recheranno presso l’ospedale di Grosseto per una donazione di sangue. Di questi, solo 63 figuravano già nell’elenco dei donatori abitudinari, mentre gli altri 132 diventeranno nuovi frequentatori del centro trasfusionale. Un passo in avanti importante, soprattutto perché in genere ogni donatore ne richiama almeno un altro e, attraverso questo esempio, il numero è destinato a crescere anche all’interno della “famiglia” del Savoia.

Uno spostamento di massa, quello dei militari, al punto che si sta pensando anche alla creazione di una apposita sezione Avis appartenente al reggimento. L’idea è stata lanciata durante l’iniziativa e ha riscosso subito buoni riscontri, è quindi possibile che venga formalizzata nei prossimi mesi. «Sono orgoglioso della risposta fornita dai miei soldati – spiega il comandante Enrico Barduani - Portare in dote 195 donatori significa che un terzo del nostro personale si è aperto a questa possibilità e a questo gesto di generosità. È il segno tangibile della nostra vicinanza nei confronti della città e anche un atto di ringraziamento per come, da ospiti di questa terra, siamo accolti quotidianamente; con l’affetto e il calore tipico della gente di Maremma».

Con le nuove donazioni si punta a bilanciare il dato di gennaio, visto che il primo mese dell’anno ha fatto registrare un calo rispetto alla tendenza di un 2013 dai numeri in crescita per quanto riguarda l’Avis che da tempo sta stringendo rapporti sempre più diretti con le forze armate e dell’ordine.

Già in passato, iniziative simili, erano state intraprese con la polizia e la municipale.

«Il coinvolgimento dei militari rappresenta un’azione determinante che esprime vicinanza al territorio – osserva il presidente provinciale di Avis Carlo Sestini - con una doppia valenza in grado di estendersi dall’integrazione alla solidarietà sempre più partecipata nei confronti della comunità. Contiamo di rendere un servizio importante al Savoia Cavalleria, perché diventando donatori è possibile effettuare un continuo check up sul proprio stato di salute».

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