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«La mia famiglia, felicemente imperfetta»
Letizia Nucciotti presenta oggi alla Libreria delle Ragazze “Io ci sarò”, libro dedicato al figlio Ezio
GROSSETO. Non è la storia di un handicap, non è la storia di una disabilità. È la storia di una famiglia come tante, una famiglia «felicemente imperfetta». Letizia Nucciotti, di Piancastagnaio, veterinaria di formazione, scrittrice per passione (suoi “L’antichef” e “Avanzi popolo”) e, per passione, cuoca e mamma, presenta oggi alla Libreria delle Ragazze di Grosseto (ore 17,30, via Pergolesi 3a) “Io ci sarò”, il suo ultimo libro dedicato al figlio Ezio.
Edito da Stampa alternativa nella collana Eretica speciale, “Io ci sarò” è un manifesto alla normalità in una famiglia dove, nel 1989, arriva un bambino speciale, “Eziolino” come lo chiamano babbo Giulio e mamma Letizia. Un bimbo «che ha avuto la sfiga di nascere in un policlinico universitario», spiega Nucciotti.
Ezio, infatti, viene al mondo con una piccola emorragia cerebrale, peraltro presto riassorbita, che gli attira però la morbosa curiosità di un medico ricercatore, «l’idraulico» lo definisce Letizia, che lo inserisce in un programma di studio. Trattenuto per giorni nell’ambiente asettico della clinica, così lontano dal focolare domestico fondamentale per ogni neonato, per Ezio il medico pronuncia una diagnosi terribile: potrebbe avere delle mancanze.
I genitori, sotto choc, si lasciano convincere a sottoporlo ad altri due anni di osservazioni e analisi che lasceranno una traccia indelebile in Ezio: il piccolo svilupperà importanti difficoltà relazionali. Alcuni medici parlano di autismo. «Eppure, quando lo osservavamo di nascosto giocare, era abilissimo a risolvere puzzle e fare acrobazie. Non appena si accorgeva di essere guardato, però, si bloccava. Credo che mio figlio abbia solo una sensibilità speciale. La sua vera malattia è la paura di sbagliare».
Ma se non sperimenti non cresci. E questo vale per tutti i figli. Per questo il libro, oltre a regalare pagine di bellissima scrittura, ha un respiro ampio. Sullo sfondo, un Amiata immerso in un tempo che pare sospeso, scandito dalle stagioni, dal colore delle foglie sugli alberi, da una comunità stretta in un legame intimo. E, per Ezio (al quale si aggiungerà qualche anno dopo la “bimba sorellina” Bettina) la scuola, il judo, gli animali.
«Sicuramente non c’è ritardo in lui – spiega Letizia – è consapevole delle proprie mancanze. Sin da piccolo diceva: “Mamma, perché sono così? Avrò mai una fidanzata?”. Lascio immaginare che effetto abbia in una mamma».
Eppure il lessico famigliare in casa non comprende la parola autocommiserazione. Né paura, né martirio. “Io ci sarò” è dedicato «a chi decide di non rifugiarsi nella consolatoria spiegazione di aver ricevuto un dono da Dio» e «a chi non crede di essere stato ingiustamente punito», si legge nella dedica. «È semplicemente la nostra storia, con i suoi fuoriprogramma, gli imprevisti da affrontare. Davanti a queste cose non devi sottrarti: devi esserci. Da qui il titolo». La volontà di non arrendersi, di non nascondersi: il libro è un anche un messaggio alle famiglie che hanno figli con problemi. «Portateli fuori, fate vedere che esistono», spiega Letizia.
Il percorso, però, ha avuto i suoi ostacoli. L’adolescenza, quando Ezio ha una ricaduta, il sostegno che viene e va dalle istituzioni, certi operatori «bravi a fare il loro compitino, con l’occhio sull’orologio». Ma anche una rete di amici e persone preziose che hanno fatto la differenza. «Per questo è importante uscire, confrontarsi, esserci», spiega Letizia.
Oggi Ezio ha 24 anni, lavora alla Coop di Abbadia San Salvatore, ha una minicar, conosce tutti e tutti conoscono lui. E qualche volta gli capita anche di vendere il libro che parla di lui. Eziolino ha finalmente spiccato il volo.
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