Geotermia in Val d’Orcia Si allarga il fronte del no
Dopo il documento dei sindaci contrari alla centrale, i cittadini danno battaglia E, insieme agli imprenditori, avviano una petizione da mandare alla Regione
MONTENERO. Si allarga, si compatta, si organizza il fronte cittadino contro il progetto di una centrale geotermoelettrica a Montenero d’Orcia. Nei giorni scorsi si sono svolti altri due incontri. «Di fronte al rischio di vedere il nostro territorio deturpato dalla presenza di un impianto in mezzo a ulivi e vigneti, che andrebbe a sconvolgere in maniera irreversibile la qualità del paesaggio e il tessuto economico e sociale della zona fondato sull’agricoltura di eccellenza – scrive il Comitato per la tutela della Val d’Orcia – i cittadini di Castel del Piano, di Montalcino e di Cinigiano sono pronti a dare battaglia».
Il 5 febbraio si è svolta una riunione che ha visto anche la partecipazione di rappresentanze delle amministrazioni dei tre comuni, dei Consorzi di tutela dei vini Brunello di Montalcino e Montecucco e di tanti imprenditori che hanno realizzato in questa parte di Toscana un vero e proprio distretto di eccellenze agroalimentari e che non intendono certo veder vanificati gli sforzi di anni da un progetto per il quale nessuna istituzione ha fino a ora chiesto il parere della cittadinanza.
Si è parlato di questioni tecniche, giuridiche e amministrative. In un documento, anticipato ieri dal Tirreno e messo a punto dai sindaci del comprensorio, si fanno richieste precise: la prima riguarda il Pit (il Piano di indirizzo territoriale), affinché si metta a punto una disciplina specifica sulla presenza di centrali geotermoelettriche e a biomasse in aree di produzione di prodotti a indicazione geografica e a denominazione di origine.
La seconda richiesta è invece relativa alla mediazione da parte della Regione nei confronti del ministero dell’Ambiente per far rientrare le amministrazioni locali all’interno della procedura di valutazione d’impatto ambientale per le centrali.
I cittadini si appellano invece al Piano paesaggistico regionale, nato proprio per mantenere intatto il valore del paesaggio. «Lo stesso assessore all’urbanistica e alla pianificazione del territorio e del paesaggio Anna Marson – spiega Patrizia Cantini, portavoce del Comitato – ha sempre descritto il piano come uno strumento per realizzare una maggiore consapevolezza della necessità di politiche integrate; un rafforzamento del rapporto tra paesaggio e partecipazione, tra cura del paesaggio e cittadinanza attiva. Rapporto che però nel caso di Monterenero non è certo stato preso in considerazione».
Il 6 febbraio si è tenuta infine un'assemblea pubblica aperta a imprenditori e cittadini nel corso della quale è partita la raccolta di firme per la petizione popolare che sarà inoltrata alla Regione Toscana, esprimendo fermo dissenso da parte degli abitanti al progetto della centrale di Montenero. Contemporaneamente il Comitato per la tutela della Val d’Orcia ha aperto una pagina su Facebook per poter amplificare al massimo la propria denuncia e tenere informati gli utenti del social network in tempo reale. Il Comitato, insieme ai più importanti imprenditori della zona (da Franci a Corsini), ha inoltre dato mandato all’avvocato Michele Greco di valutare ogni opportuna iniziativa in tutte le sedi competenti. «Il territorio di Montenero e della Val d’Orcia – conclude la Cantini – non ha bisogno né di photoshop né tanto meno di centrali geotermoelettriche. Gli basta la cura di chi ci vive e ci lavora per farlo crescere economicamente nel rispetto dell’ambiente». E su questo terreno il Comitato è pronto a dare battaglia.
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