Il Tirreno

Grosseto

Santostefanesi in missione umanitaria

di Renzo Wongher
Santostefanesi in missione umanitaria

Busonero e Murzi con la Marina italiana che ha effettuato in Africa più di 600 visite oculistiche ai bambini

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STEFANO. E’ (ancora) un’avventura. Due giovani santostefanesi, Alessandro Busonero e Francesco Murzi, hanno doppiato in questi giorni il Capo di Buona Speranza e si sono avviati, assieme ai loro compagni, sulla rotta del ritorno da un’iniziativa straordinaria specie dal punto di vista umanitario. Sono la conferma che tra la comunità di Porto S. Stefano e la Marina militare i rapporti sono così stretti che spesso le due identità si confondono.

In questo momento la Marina italiana con il 30° Gruppo Navale costituito dalla Portaerei Cavour, dalla nave rifornitrice Etna, dalla fregata Bergamini e dal pattugliatore Borsini, stanno compiendo una missione molto speciale con molteplici obiettivi: oltre a quello umanitario, ci sono i progetti commerciale, industriale e di confidence building. Il gruppo ha già effettuato visite oculistiche optometriche a più di 600 bambini ai quali sono state curate congiuntiviti ed altre affezioni e donati gli occhiali. Dai medici di bordo sono state effettuate ulteriori mille visite sanitarie ad altrettanti bambini che, quando è stato necessario, sono stati operati chirurgicamente. Infine, sulla Cavour, stand allestiti negli hangar, sono aperti agli investitori locali ai quali viene proposto il brand “Made in Italy”.

Sulla portaerei Cavour è imbarcato il capitano di corvetta Alessandro Busonero, capo cellula Pubblica informazione e comunicazione. Sulla nave rifornitrice Etna è imbarcato il tenente di vascello Francesco Murzi, ufficiale al comando di guardia del servizio operazioni.

Il gruppo navale ha lasciato l’Italia il 13 novembre e rientrerà in patria il 7 aprile, dopo aver compiuto il periplo dell’Africa ed aver sostato e fatto sventolare il tricolore in 18 porti del continente nero: Jedda, Abu Dhabi, Mina Sulman, Kuwai City, Doha, Mascate, Dubai, Mombasa, Antseranana, Maputo, Cape Town, Luanda, Pointe Noire, Lagos, Tema, Dakar, Casablanca, Algeri.

Alessandro e Francesco, come tutti i marittimi del Promontario, hanno fatto il militare in Marina. E, come tanti conterranei, dopo la leva molti sono tornati a navigare con la marina mercantile, altri sono rimasti con la divisa addosso. E’ da sottolineare che la Marina italiana tiene in alta considerazione la marineria santostefanese e i “comandanti”, appena possono, cercano di imbarcare sulle loro unità gente dell’Argentario. Torneranno in patria con un bagaglio di esperienze veramente straordinarie che servirà loro quando saranno... ammiragli.

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