Il Tirreno

Grosseto

Pugno duro sui gazebo, prime sanzioni

di Ivana Agostini

Notificato un verbale a un’attività commerciale di Albinia. Il regolamento parla chiaro: strutture solo in suolo pubblico

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ALBINIA. La polizia municipale di Orbetello ha notificato un verbale a un’attività commerciale di Albinia per l’installazione di struttura temporanea giudicata fuori norma. Tutto sarebbe partito da un esposto a cui la polizia municipale ha dato seguito e che, com’è possibile, potrebbe anche dare il via a una serie di controlli analoghi.

La via Maremmana ad Albinia ha molte attività commerciali con annesse strutture temporanee che in molti casi risultano fondamentali per l’attività commerciale stessa.

Sulla regolamentazione delle strutture temporanee e sulle motivazioni che potrebbero portare i commercianti albiniesi e non solo (dato la sempre crescente installazione di questo tipo di strutture) a vedersi notificare i verbali, abbiamo chiesto spiegazioni all’ex assessore all’urbanistica del Comune di Orbetello, l’ingegnere Alessandro Ragusa.

«Il regolamento delle strutture temporanee - dice Ragusa- indica quali sono le procedure amministrative e tecniche per mettere in atto le previsioni del regolamento urbanistico. Lo strumento principale è dunque il regolamento urbanistico. Il regolamento urbanistico di Orbetello, approvato poco prima delle elezioni, prevede che le strutture temporanee possano essere realizzate solo su luoghi pubblici, e non prevede invece alcuna possibilità su spazi e pertinenze private. Paradossalmente, dunque, un esercizio commerciale che si affacci su una strada pubblica può fare richiesta di montaggio di una struttura temporanea. Lo stesso esercizio commerciale che abbia una pertinenza privata non può invece farlo. Non c’è alcuna possibilità per il regolamento delle strutture temporanee di ammettere ciò che il regolamento urbanistico inibisce o non prevede».

Sempre a Ragusa è stato chiesto se sia possibile una soluzione per andare incontro ai commercianti che in molti casi possono svolgere la loro attività commerciale proprio grazie al montaggio di tali strutture. «L’unica possibilità è -secondo Ragusa - che l’amministrazione comunale proceda con una variante normativa al regolamento urbanistico, ammettendo le strutture temporanee anche su pertinenze private.

A quel punto - conclude Ragusa - senza modificare il regolamento delle strutture temporanee gli esercizi commerciali potranno fare richiesta per l’installazione». Un suggerimento dunque quello dell’ex assessore rivolto all’amministrazione.

La questione delle strutture temporanee non riguarda certo solo i commercianti di Albinia e la via Maremmana, ma va a costituire l’ennesima questione burocratica da ben comprendere e sbrogliare, in una realtà commerciale, quale quella albiniese, già colpita dagli eventi alluvionali del novembre 2012 e con molte attività commerciali che senza le strutture temporanee potrebbero trovarsi in grandi difficoltà.

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