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«Il fax rotto era di Enel»

SANTA FIORA. Fax rotto sì, ma non era quello di Arpat bensì quello di Enel. In merito all’episodio di fuoriuscita di acido solfidrico dal pozzo geotermico Bagnore 25, apparso sul Tirreno il 7...

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SANTA FIORA. Fax rotto sì, ma non era quello di Arpat bensì quello di Enel. In merito all’episodio di fuoriuscita di acido solfidrico dal pozzo geotermico Bagnore 25, apparso sul Tirreno il 7 febbraio, Arpat precisa che il fax con la comunicazione di Enel di lavori programmati sul pozzo che avrebbero creato la fuoriuscita di fumi maleodoranti non è mai arrivato all’Arpat non perché era rotto il fax di Aprat ma perché era rotto il fax di Enel.

«Il fax Arpat – spiega l’Agenzia – funzionava perfettamente: non è riuscito l’invio da parte dell’operatore Enel, così come lo stesso fax non è arrivato neppure ad altri destinatari. L’Enel ha poi telefonato al Comune e alla comunità Merigar (che è in prossimità del pozzo) ma non ad Arpat. Nella prassi, inoltre, in casi analoghi, Enel invia oltre a un fax anche un’email all’Agenzia, cosa che non è stata fatta».

Tra tanti disguidi e “buchi” comunicativi, una buona notizia però c’è: «Per evitare il ripetersi di disguidi del genere è stato concordato un sistema di trasmissione via web delle informazioni», conclude Arpat.

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