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Paga settanta euro al mese per il servizio mai attivato
L’odissea di un pensionato castelpianese che vuol disdire un contratto Vodafone «Da un anno mi dicono “fai così” e io eseguo, ma niente. Chi può aiutarmi?»
CASTEL DEL PIANO. Deve pagare alla Vodafone ogni due mesi 140 euro, senza usufruire di alcun servizio. E per chiarire la faccenda non riesce a intercettare uno straccio di interlocutore.
È la solita storia del cittadino bloccato nelle pastoie della burocrazia delle grandi aziende prive di front office “a misura d’uoomo” e che si trova a combattere contro i mulini a vento.
Si chiama Agostino, è un pensionato di Castel del Piano e _ come accade a tanti altri nel settore dei servizi _ si trova impigliato in una rete diabolica, dalla quale non sa come uscire. Ha fatto tutto quel che gli è stato chiesto e si è anche rivolto a un’associazione dei consumatori, ma per ora niente da fare: la Vodafone gli “pilucca” dal conto 140 euro ogni due mesi senza fornirgli alcun servizio.
La storia inizia, come sempre, con le telefonate del gestore che fa delle offerte: «Un anno fa _ racconta Agostino _ fui contattato per telefono dalla Vodafone, il gestore che ho scelto per il cellulare. L’azienda mi proponeva un’offerta: una Station 2 con Adsl e numero fisso di casa. Dissi sì e mi registrai. Dopo dieci giorni un’altra telefonata. La Vodafone mi ricontattava con la stessa offerta. “Ho già aderito”, dico al centralinista, il quale però mi specifica che la mia pratica precedente è bloccata e bisogna rifarla. Così ripeto la registrazione per la Station 2. Dopo qualche giorno _ prosegue Agostino _ ecco il corriere che mi lascia un pacco. Ma dentro il pacco c’è una Station 1, quella con la chiavetta. Non era ciò che avevo richiesto e non mi interessava. Non l’ho mai attivata, naturalmente. Sono andato a Grosseto, dove c’è un magazzino apposito, ho lasciato lì il pacco e ho fatto, come mi era stato detto, una raccomandata a Vodafone, specificando che mi avvalevo del diritto di recesso».
Agostino pensava fosse finita lì, «e invece qualche giorno dopo ecco di nuovo il corriere con un altro pacco. Questa volta nemmeno l’ho ritirato, e l’ho rimandato indietro scrivendo sopra che non era conforme a quanto richiesto. Infatti si trattava ancora della Station 1. Non ho fatto la raccomandata perché il pacco non l’ho preso». Da allora _ racconta il cliente amareggiato _ è passato un anno «e ogni due mesi mi addebitano 140 euro per un servizio che non ho. Vani tutti i tentativi di bloccare questa situazione. Sono andato a Grosseto al punto Vodafone dove mi hanno dato un modulo e mi hanno detto di fare una raccomandata con ricevuta ritorno. Ho fatto tutto, ma la ricevuta non mi è tornata. Ho addirittura cambiato carta in banca, ma il Rid che arriva sulla vecchia carta, la banca è “costretta” a pagarlo con la nuova carta. Domani tornerò alla Confconsumatori, dove già mi sono rivolto senza, tuttavia ricevere soluzione al problema. Non so se qualcuno mi può dire come fare. Mancano interlocutori veri, manca un ufficio di riferimento. La Vodafone ha sede legale in Olanda. Alla fine mi toccherà andare lì. Anche adire a vie legali è un rischio. Spese su spese, e poi? Io sono un pensionato _ conclude Agostino _ buttare per due anni 140 euro ogni due mesi è come svenarmi. A chi posso rivolgermi?», chiede mortificato e ormai privo di speranza.
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