«Fughe dei pazienti? Negli ultimi anni i numeri sono calati»
GROSSETO. «Non è solo con la sanità ospedaliera che diamo risposte ai bisogni assistenziali della popolazione grossetana, ma anche con altri servizi, a livello territoriale, ugualmente importanti...
GROSSETO. «Non è solo con la sanità ospedaliera che diamo risposte ai bisogni assistenziali della popolazione grossetana, ma anche con altri servizi, a livello territoriale, ugualmente importanti per la salute dei cittadini. Misurare l’efficacia e l’efficienza della sanità locale solo sulle prestazioni ospedaliere, oltre che riduttivo è fuorviante».
La direzione aziendale della Asl 9 risponde al dottor Alfonso Brescia, segretario provinciale dell’Anaao-Assomed, sulla qualità dell’assistenza sanitaria in provincia di Grosseto e sulle fughe dei pazienti in altre strutture.
«Fatta questa doverosa precisazione, con buona pace del dottor Brescia, che essendo poco informato su quanto accade in ospedale è caduto nello stereotipo di misurare l’adeguatezza dei servizi con la percentuale dei cittadini che si rivolgono a strutture pubbliche e private fuori Asl (le cosiddette “fughe”), siamo costretti a smentirlo anche su questo fronte. Negli ultimi tre anni, infatti, sempre meno grossetani si sono spostati dall’Asl 9 e quelli che lo hanno fatto, in buona percentuale necessitavano di prestazioni altamente specialistiche non presenti nella nostra Asl, ma nelle aziende ospedaliere universitarie. Infatti, a fronte di 12.461 fughe totali nel 2010 (delle quali 8.183 in Toscana e 4.278 fuori regione), nel 2012 i grossetani che sono andati fuori dalla provincia o dalla Toscana per curarsi, sono stati 10.715 (di cui 7.287 nelle aziende toscane e 3.428 fuori regione) – spiega la direzione aziendale. I dati in nostro possesso, benché non ancora ufficiali, dimostrano che anche per il 2013 il trend è in ulteriore diminuzione, con un numero di fughe totali tra le 9.500 e le 10.000, delle quali non più di 6.500 in Toscana. Quindi, in tre anni, circa 3.000 grossetani in meno hanno scelto ospedali extraprovinciali, a significare anche che, in generale, si ricorre meno al ricovero, avendo la possibilità di ricevere una diversa offerta di cura a domicilio e a livello ambulatoriale. Ci fa piacere, infine, che il dottor Brescia abbia preso atto che sono stati fatti – e sono in corso -interventi di ristrutturazione e che, per questo e non per operazioni di ridimensionamento come lui stesso sottolinea, i posti sono temporaneamente diminuiti. Abbiamo fatto e stiamo ancora facendo fronte alla criticità stagionale con un costante monitoraggio dell’attività ospedaliera - continua la direzione aziendale - con soluzioni che di volta in volta vengono calibrate sulle necessità emergenti e grazie alla disponibilità e alla professionalità dei nostri operatori sanitari, senza la quale ogni sforzo riorganizzativo volto al miglioramento dei servizi, sarebbe comunque vano. Nei prossimi giorni – conclude la nota dell’Asl 9 – in occasione del tavolo sindacale convocato la scorsa settimana, i rappresentanti dei medici e la Asl potranno affrontare anche questi argomenti».
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