Guerra agli storni Più di 20 pini potati in quattro strade
L’assessore Giuseppe Monaci: «Ecco i nostri ultimi interventi per allontanare i volatili e sistemare i punti più pericolosi»
GROSSETO. Via al taglio degli alberi pericolanti e alle potature dei rami dove si concentrano i volatili.
Dopo l’invasione degli storni in via Monte Bianco, la sporcizia, il guano e le polemiche degli abitanti e dei genitori infuriati, il Comune di Grosseto è sceso in campo sul fronte del “verde pubblico”. A prendere la parola per fare il punto su quanto è stato fatto negli ultimi giorni per arginare la situazione (sul doppio binario della guerra ai volatili e della sicurezza) è l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci.
«Voglio intervenire - spiega - dopo aver letto alcune affermazioni di chi manifesta rabbia per le potature e l’eliminazione di alcuni alberi, in occasione dell'invasione di storni nel plesso scolastico di via Monte Bianco. Sono parole in libertà, pronunciate senza conoscere i fatti. In via Quarnaro - spiega l’assessore - avevamo diversi segnalazioni e un esposto per la pericolosità di alcuni pini ed uno era addirittura caduto. Il taglio di due pini domestici è stato quindi effettuato per garantire sicurezza, e per la stessa ragione, su segnalazione dei genitori e degli insegnanti, abbiamo proceduto al taglio del cedro disseccato posto davanti all’ingresso della scuola d via Monte Bianco».
Gli alberi pericolanti, insomma, sono stati eliminati. Ma non finisce qui. «La potatura straordinaria di 25 pini domestici nelle vie Monte Bianco, Adamello, Quarnaro e Capodistria ha completato l’azione che, anche su richiesta dei falconieri, doveva servire ad allontanare gli storni. Occorreva intervenire per garantire la fruibilità scolastica a centinaia di bambini e la gente l’ha ben capito. Teniamo conto che i pini di via Adamello provocano evidenti danni all’asfalto e ai marciapiedi e questo mi dà l’occasione di ripetere che il pino domestico è un meraviglioso albero da mantenere in pineta e nei parchi urbani ma non lungo le strade».
Fogne intasate dalle radici, marciapiedi e manto stradale divelti, aghi che intasano i tombini e provocano cadute da bici e motocicli in periodi umidi, alberi che facilmente tendono a schiantarsi o a far cadere branche e rami se sottoposti a vento. Monaci non nega l’evidenza, anzi: è lui stesso a riepilogare la lista di magagne che disturbano la zona.
«A tal proposito abbiamo in animo interventi per eliminare le piante più pericolose ma anche individuare criteri precisi che rifacendosi alla antica tradizione dei “pinottolai” possa obbligare le potature dei pini domestici indirizzandoli verso criteri razionali. Basta potature di cattiva qualità, basta ridurre i pini domestici a tristi spennacchi pronti a cadere. Ma basta anche alla pretesa di mantenere i pini domestici là dove non devono stare».
Il recupero di antichi mestieri a “presidio” del verde pubblico e della natura; la cura e la manutenzione dei pini. Sono solo alcuni interventi per la manutenzione e la salvaguardia delle zone della città, infestate dai volatili. Gli storni, lo ricordiamo, sono una piaga che ha letteralmente infestato alcune strade di Grosseto, prendendo di mira soprattutto la scuola elementare di via Monte Bianco, per poi spostarsi, nelle ultime settimane, alla stazione.
Elisabetta Giorgi
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