Meteo
Cgil e Cisl all’attacco, Asl 9 sotto accusa
I sindacati contestano il mancato confronto sulle politiche sanitarie, critiche anche da Anaao Assomed su carenza di posti letto e intensità di cura. Ma l’Asl si difende
Cgil e Cisl confederali e le categorie della Funzione Pubblica vanno all’attacco dell’Asl 9, con la quale - sostengono - «continua a mancare, come più volte denunciato, un confronto reale sulle politiche sanitarie territoriali. Al di là delle buone intenzioni, la denuncia di difetti e mancanze della nostra sanità si sta trasformando sugli organi di stampa e nell'informazione all'opinione pubblica in un giudizio totalmente negativo sul sistema sanitario pubblico (caos sanità, malasanità, ecc...), senza distinguere tra vertici aziendali ed operatori sanitari che rimangono i più esposti alle critiche, dal momento che il cittadino che accede ai servizi della Usl non si relaziona certo con direttori e primari. Questo non significa che tutto va bene, anzi. Al di là dei numeri dei posti letto e dei risultati della Usl 9 nelle valutazioni regionali, che possono essere in linea con medie e risultati regionali e nazionali, rimane il fatto che tra i dipendenti è diffuso il malessere ed il senso di frustrazione per come sono organizzati i servizi, mentre gli utenti si trovano spesso insoddisfatti delle risposte che ricevono. Questo pensiamo dipenda dai limiti della riorganizzazione dettata dall’assessorato regionale e sposata dalla direzione aziendale, che pur rispondendo ai parametri numerici ed agli obiettivi di bilancio, mostra limiti nella capacità di risposta ai bisogni del territorio».
Prima della Cigil e della Cisl è arrivato un altro duro attacco sindacale, stavolta da Anaao Assomed, che ha giudicato «inapplicabile il modello organizzativo per intensità di cura per carenza di posti letto ed inadeguatezza degli organici. L’Anaao-Assomed, la più rappresentativa delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria sia a livello locale che nazionale, ha in più occasioni nel recente passato denunciato la non sostenibilità del continuo taglio di posti letto per acuti in ambito ospedaliero ed in modo particolare in area medica. I dati sull'attività ospedaliera, che fanno dell’Asl 9 di Grosseto la migliore delle aziende toscane sul piano gestionale, documentano quanto sia difficoltoso per gli utenti maremmani usufruire della sanità pubblica ed in particolare di un eventuale ricovero». Segue un attento resoconto delle difficoltà, che vanno «da quelle per i medici di seguire i pazienti assegnati in 6-8 diversi setting assistenziali anche per l'impossibilità di garantire il tutoraggio per inadeguatezza degli organici», alla «necessità di ricoverare solo i pazienti più gravi ma non tutti quelli che potrebbero averne bisogno: ogni 100 accessi al Pronto Soccorso mediamente vengono ricoverati 11-12 pazienti».
In una nota, l’Asl 9 ha risposto alle critiche di Anaao Assomed, spiegando come «i problemi in questo momento ci sono, non lo abbiamo mai nascosto, ma sono legati a fatti contingenti, tra cui, oltre al prolungarsi di lavori di ristrutturazione, anche una particolare virulenza delle malattie stagionali, che ha fatto aumentare il numero di accessi al pronto soccorso e il numero dei ricoveri al Misericordia. Tuttavia, gli obiettivi raggiunti dall’azienda in questi anni e dei quali, a differenza di quanto dice il segretario pro-tempore, questa direzione non si è mai vantata con conferenze stampa o uscite pubbliche, sono il frutto del buon lavoro degli operatori sanitari. Infatti i buoni risultati complessivi dell’azienda, e non solo il basso tasso di ospedalizzazione, derivano da un lavoro sviluppatosi negli anni. Lavoro che ha visto, nel territorio, l'aumento dell'offerta di assistenza domiciliare, di cure intermedie nelle Rsa e negli ospedali di comunità, di miglioramento della presa in carico dei pazienti cronici da parte dei medici di medicina generale; intanto, nell'ospedale, la riorganizzazione del pronto soccorso, con la nuova logistica e con l'apertura dei 12 posti letto di Osservazione breve intensiva, ha sviluppato la capacità di selezionare i casi realmente bisognosi di ricovero. Inoltre, molti dei bisogni, che trovavano risposte inappropriate nel ricovero, sono più correttamente affrontati attraverso l'organizzazione di attività, sempre ospedaliere, ambulatoriali e di day service. Naturalmente, la situazione del Misericordia - dice l’Asl 9 - sarà tenuta sotto stretto controllo, almeno fin quando non sarà superato l'eccesso attuale di domanda per l'epidemia influenzale e non saranno definitivamente attivati i reparti in ristrutturazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
