Il presidio
Furto in casa con la scusa della marmellata
GROSSETO. L'accusa è singolare, ma l'imputata ha preferito non discuterla. Un'accusa di furto di denaro e preziosi in un’abitazione, con inganno doppio: una prima volta con la scusa di portare un...
GROSSETO. L'accusa è singolare, ma l'imputata ha preferito non discuterla. Un'accusa di furto di denaro e preziosi in un’abitazione, con inganno doppio: una prima volta con la scusa di portare un barattolo di marmellata, una seconda chiedendo di vedere le sue poesie e di poter andare in bagno. Laura Ginanneschi, 65 anni, abitante a Grosseto, ha patteggiato 8 mesi, 20 giorni e 400 euro. Il giudice dell’udienza preliminare Bilisari nel graduare la pena (e nella concessione della sospensione) ha tenuto conto dell’avvenuto risarcimento del danno.
I fatti contestati dalla Procura risalivano al 12 e al 13 settembre 2011. L’imputazione è semplice. Nelle due occasioni, con le due scuse indicate nel capo di accusa, la donna avrebbe portato via un borsello con 40 euro, un orologio Citizen in oro giallo del valore di 750 euro, un bracciale in oro giallo con il muso di un serpente, una perla bianca, una catenina in oro giallo con un ciondolo raffigurante uno scarabeo messicano.
Il doppio furto con destrezza era stato commesso ai danni di una vicina di casa, appassionata di poesia. In entrambe occasioni, l’imputata avrebbe distratto la padrona di casa e l’avrebbe fatta allontanare: sarebbe stato in questi frangenti che sarebbero avvenuti i furti, poi oggetto di denuncia, presentata qualche giorno più tardi alla polizia di stato.
Il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento sulla base dell’intesa raggiunta tra il pm Pizza e il difensore Valdambrini.
(p.s.)
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