Il Tirreno

Grosseto

In migliaia per salutare madre e figlia

di Paola Villani
In migliaia per salutare madre e figlia

Chiesa di Follonica troppo piccola, tutti stretti accanto al padre e al fratello. C’erano il sindaco Bizzarri e Marras

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FOLLONICA. Migliaia di persone ieri mattina hanno voluto salutare per l'ultima volta Benedetta e Antonella. Una folla, sia dentro la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Follonica, sia nel piazzale antistante: la gente era talmente tanta che la parrocchia non è riuscita a contenerla tutta, così molti hanno aspettato all'esterno in un silenzio quasi impressionante, rotto solo alla fine dei funerali da un applauso, che ha accompagnato la partenza dei feretri alla volta del cimitero. Le persone continuavano ad entrare e ad uscire dalla porta della parrocchia, come se volessero materialmente essere presenti nel momento dell'ultimo addio anche se solamente per pochi istanti. Follonica e Scarlino si sono unite al dolore delle famiglie Bartoli e Pizzichini, colpite da una tragedia inspiegabile giovedì pomeriggio: Antonella e Benedetta, mamma e figlia stavano percorrendo la statale Aurelia quando, all'altezza di San Vincenzo, forse a causa del maltempo, chi guidava ha perso il controllo della vettura andando a finire nella corsia opposta. Proprio in quell'attimo stava arrivando un tir: la Golf dove viaggiavano le due donne è finita sotto l'abitacolo del camion, inghiottita quasi da quel gigante. Due vite spezzate troppo presto: Antonella aveva 51 anni, Benedetta solo venti. I Bartoli hanno un'impresa agricola in Pian d'Alma, sono conosciuti e ben voluti dagli scarlinesi e dai follonichesi, perché nel Golfo i due figli di Loreno e Antonella sono cresciuti. Quella folla ammutolita dal dolore ieri mattina era il chiaro segnale dell'affetto che le due comunità hanno per quelle persone: parenti, amici, conoscenti, autorità civili e militari, tutti hanno voluto sostenere babbo e figlio in questo momento drammatico. Alla funzione era presente anche il presidente della Provinicia, Leonardo Marras seduto accanto al sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri. Ancora a tre giorni dal dramma domina l'incredulità per ciò che è accaduto, gli amici di Bene hanno passato gli ultimi giorni insieme stretti l'uno all'altro cercando di farsi forza a vicenda, anche se le parole in questi casi servono veramente a poco. Difficile rendersi conto oggi di quanto successo, il vuoto lasciato dalle due donne è enorme. «Si torna adesso a casa – racconta un'amica di famiglia su Facebook appena rientrata dalla funzione - Coi cuori stretti, per aver lasciato quelle due bare bianche a farsi eterna amorevole compagnia e quel babbo e quel figlio abbracciati, insieme nella tortura di un dolore troppo grosso: non ci sono parole, non sono riuscita a trovare parole adeguate per esprimere tutto ciò, solo lacrime e lacrime». Don Mauro durante la sua omelia ha parlato della fiducia in Dio, di continuare ad averla, perché il Signore è come un fonditore che plasma tutto per renderlo più bello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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