Il Tirreno

Grosseto

Vende case, presiede una società E gli ritirano la licenza d’agente

di Paola Tana
Vende case, presiede una società E gli ritirano la licenza d’agente

PORTO SANTO STEFANO. Quell’esercizio di mediazione immobiliare non s’ha da fare perché il titolare è anche presidente di una società partecipata del Comune di Monte Argentario. Il “bravo” in questa...

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PORTO SANTO STEFANO. Quell’esercizio di mediazione immobiliare non s’ha da fare perché il titolare è anche presidente di una società partecipata del Comune di Monte Argentario. Il “bravo” in questa storia santostefanese è rappresentato dal dirigente responsabile del settore anagrafico e conservatore del registro imprese della Camera di Commercio di Grosseto, dottor Mauro Schiano, mentre il “Renzo” della situazione è Nazzareno Orsini, da oltre vent’anni titolare dell’agenzia “L’immobiliare” in via del Molo. Cos’ha scatenato la contesa tra le due parti si fa presto a dirlo: un anno e mezzo fa, mentre faceva regolarmente il suo lavoro di compravendita e affitto di case, Orsini è stato eletto presidente dell’Argentario Approdi, società della quale il Comune ha una quota e che si occupa della gestione di alcuni specchi d’acqua e di altre attività locali di carattere socio- culturale. L’agente ha ricoperto il doppio ruolo indisturbato per 18 mesi, finché lo scorso 21 gennaio è uscita una determinazione firmata da Mauro Schiano, capogruppo di Gente dell’Argentario in minoranza nella passata legislatura, che ha disposto «l’inibizione dell’attività di mediazione immobiliare» per lui e «di iscrivere di ufficio al registro delle imprese nella specifica posizione Rea la cessazione dell’attività». In parole povere, o si vendono le case o si dirige una società a capitale misto pubblico privato. Cos’è successo? Orsini ha chiuso? No. L’Immobiliare va avanti regolarmente e il suo creatore, pur amareggiato, non si dispera. «La mia sospensione dall’albo - spiega lui - è stata decisa di comune accordo anche perché a me non comporta particolari guai». La menzionata cessazione dell’attività investe soltanto la singola persona (in questo caso, appunto, Orsini) e non l’agenzia che può andare regolarmente avanti con un altro rappresentante iscritto all’albo. «E questo rappresentante - fa sapere Orsini - l’ho già trovato e sta gestendo l’agenzia al posto mio. Proseguiremo così finché io sarò presidente dell'Argentario Approdi, anche perché questa situazione non mi impedisce di mantenere i contatti con i miei amici e clienti». Fin qui il fatto dal punto di vista squisitamente del diritto. Ma Orsini non può fare a meno di vederci intrufolata la politica. «Innanzitutto - dice - mi chiedo come mai sia uscito fuori tutto adesso quando io sono stato eletto presidente dell'Argentario Approdi nel maggio del 2012. Non sarà stata l’opposizione a metterci lo zampino? Magari con questa sollecitazione la minoranza voleva colpire la mia persona, nel caso fossi stato costretto a chiudere, o l'Argentario Approdi se avesse dovuto perdere all'improvviso il presidente».

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