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Concordia, la Cassazione conferma i patteggiamenti

Concordia, la Cassazione conferma i patteggiamenti

Respinto il ricorso della procura generale di Firenze che aveva contestato le ''condanne miti'' per i cinque co-indagati di Schettino

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GROSSETO. Confermate dalla Cassazione le pene patteggiate dai cinque co-indagati di Schettino per il disastro della Concordia. La quarta sezione penale della Cassazione, al termine dell'udienza a porte chiuse, ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale di Firenze, che aveva contestato le ''condanne miti'' (da un minimo di un anno e 11 mesi a un massimo di due anni e sei mesi) emesse dal gup e la ''violazione di legge'' per aver accordato le attenuanti generiche agli imputati. Anche il procuratore generale della Cassazione nella sua requisitoria scritta si era pronunciato per l'inammissibilita' del ricorso, affermando in sostanza che il giudice dell’udienza preliminare recepì correttamente l'accordo convenuto tra le parti, cioè tra procura di Grosseto e indagati. Pertanto «non può dirsi che non abbia giustificato plausibilmente la (contestata) concessione delle attenuanti generiche» nella sentenza di patteggiamento. Il pg peraltro esclude che vi sia stata violazione di legge nella determinazione delle pene per i cinque imputati, nè da parte della procura di Grosseto, nè del gup che appunto accolse quanto pattuito tra accusa e difensori.

I patteggiamenti riguardarono due ufficiali in plancia di comando con Schettino la sera del 13 gennaio 2012 - Ciro Ambrosio (1 anno e 11 mesi), che gli aveva passato i comandi, e Silvia Coronica (1 anno e 6 mesi) -, il timoniere Jacob Rusli Bin (1 anno e 8 mesi), il direttore dell'hotel della nave Manrico Giampedroni (2 anni e 6 mesi) e il capo dell'unita' di crisi di Costa spa Roberto Ferrarini (2 anni e 10 mesi). I loro difensori hanno presentato alla stessa quarta sezione una memoria collettiva in cui sostengono che «le doglianze formulate» nel ricorso del pg di Firenze «non possono trovare ingresso in tale sede (la Cassazione, ndr)» e sono «comunque infondate». I verdetti di patteggiamento erano giunti nel luglio scorso.

L'avvocato Salvatore Catalano difensore di Ambrosio, ufficiale di plancia della Concordia ha così commentato il rigetto del ricorso del Pg di Firenze contro la sentenza del gup di Grosseto: «Sono felice per come si è risolto il dramma di questo giovane ufficiale di marina, Ciro Ambrosio. Mi auguro che possa riprendere presto con serenità il suo percorso lavorativo e che torni a navigare».

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