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Liti fra condomini Arriva la Casa della Conciliazione

ARCIDOSSO. Ad Arcidosso arriva la Casa della conciliazione e il referente ne sarà Michele Nannetti. L’organismo di conciliazione apre domani in piazza Indipendenza 25 (info: www.lacasadellaconciliazio...

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ARCIDOSSO. Ad Arcidosso arriva la Casa della conciliazione e il referente ne sarà Michele Nannetti. L’organismo di conciliazione apre domani in piazza Indipendenza 25 (info: www.lacasadellaconciliazione.it, arcidosso@lacasadellaconciliazione.it). Si tratta di un ente privato che si occuperà di svolgere gli incontri tra parti aventi tra loro questioni, per tentare di trovare un accordo ed evitare così di farsi causa in tribunale.

Nannetti, da sempre cultore della mediazione (ha fatto il difensore civico per la Comunità Montana Amiata Grossetana), si è messo in contatto con la sede di Siena della Casa della Conciliazione per potere costituire ad Arcidosso una sede distaccata. La neonata sede servirà per tutte le questioni di competenza circoscrizionale del tribunale di Grosseto e per quelle di competenza del giudice di pace di Arcidosso. La legge prevede due tipi di mediazione: mediazione volontaria o facoltativa, cioè scelta liberamente dalle parti anche in materie in cui non è obbligatoria per legge; mediazione obbligatoria, quando per poter procedere davanti all’autorità giudiziaria le parti devono prima aver tentato la mediazione. L’obbligatorietà riguarda: condominio, diritti reali (esempio usucapioni), divisione (esempio di beni ereditati non ancora divisi), successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento di danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Spiega Nannetti: «Il sistema di tentare una conciliazione tra le parti è semplice, visto che non servono formalità particolari e gli atti necessari sono la domanda iniziale di attivazione di una parte, la risposta di accettazione dell’altra parte, la presenza delle parti alla seduta davanti al conciliatore e la redazione dell’accordo di conciliazione finale. Poi è efficace perché porta in tre mesi al massimo porta nella maggioranza dei casi a un accordo. Infine è economica: i costi che ciascuna parte deve sostenere sono molto contenuti e non subiscono variazioni rispetto al numero di sedute che dovessero tenersi per raggiunger l’accordo». (f.b.)

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