Il Tirreno

Grosseto

Agli Arcieri si parcheggia fra i rifiuti

Agli Arcieri si parcheggia fra i rifiuti

Sacchetti lasciati fra le auto da giorni, sporco ovunque. Eppure siamo accanto alle Mura

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GROSSETO. Allora, che si fa? È trascorso quasi un anno dall’annuncio del sindaco Emilio Bonifazi riguardo la pulizia del parcheggio al Vallo degli Arcieri. «È una mancanza di cui ci assumiamo la responsabilità. Stiamo rinnovando il contratto di servizio con Coseca: inseriremo la pulizia periodica di quell’area rimasta, sino a oggi, scoperta». Così il primo cittadino si giustificava per il sudiciume sparso in lungo e largo a ridosso delle Mura. Degrado più volte denunciato dal Tirreno. Eppure, le uniche cose che sono state lavate, con il tempo, sono le promesse. Sì, perché in undici mesi non è cambiato nulla, se non che ora, al posto del Coseca, c’è Sei Toscana.

Le auto continuano a sostare alla rinfusa in mezzo ai rifiuti: ci sono sacconi della spazzatura con i resti dei dolci natalizi e bottiglie di birra sparse qua e là. A due passi da dove un tempo l’acquario comunale ospitava scolaresche e appassionati campeggia la stessa sporcizia che c’era a metà dicembre.

In non più di 5 minuti di “passeggiata” dentro il parcheggio al Vallo abbiamo trovato di tutto: una scarpa, qualche scatolone, una miriade di bottiglie, rami tagliati e lasciati a marcire. Sono ancora lì anche i rimasugli dell’orrenda rete da cantiere che per anni è rimasta ad abbellire la parte di parcheggio che dà sul bagno pubblico: abbiamo protestato per mesi, poi nel 2012 è stata tirata via. Un po’ alla meglio a quanto pare. Tutto qui? Magari. Il parcheggio, lo sanno tutti i grossetani, ospita numerosi venditori ambulanti abusivi e parcheggiatori. Sono una decina: dirigono il traffico e indicano il posto vuoto all’automobilista di turno. Poi largo a fazzoletti, accendini e ombrelli. Non vuoi acquistare nulla? Allora fai un’offerta, perché “Capo, ti ho aiutato, sei bello, buona giornata, dammi qualcosa”. Un’attività rigogliosa insomma, in barba a tutte quelle aziende che hanno chiuso i battenti strozzate dal calo dei fatturati e da uno Stato sanguisuga. Intanto chi parcheggia al Vallo dopo cena ha paura e le donne continuano a sfasciare i tacchi delle scarpe in una pavimentazione vergognosa. Ma quell’area di sosta non dovrebbe neppure esistere, è provvisoria da una decina di anni. Dunque lamentarsi non è proprio possibile perché lì il Comune, tranne patti con la Soprintendenza (che ha più volte chiesto di liberare l’area), non può colare asfalto.

Questo il quadro. Tenere pulita la zona sarebbe il minimo in una città normale. Figuratevi in un capoluogo che ha la pretesa di essere centro turistico. Bene i bandi, le iniziative e le idee: ma se non si riesce a mantenere il decoro neppure di un parcheggio attaccato al più bel monumento locale, a cosa serve darsi tanto da fare? Per i cafoni del cassonetto il segreto è sempre lo stesso: finché le tagliole per persone non saranno legali sarà bene fiondare multe, magari con l’aiuto di qualche telecamera. Ma dire “In giro ci sono tanti sudici” non basta più. Chi paga le tasse ha la giusta pretesa di vivere in una città pulita. Le difficoltà sono tante e i fondi destinati ai Comuni sempre meno. Eppure non si può far andare tutto in malora. Quello che vorremmo sapere è se esiste un piano di pulizia dedicato al parcheggio, chi ne è a capo e con che cadenza temporale dovrebbe essere curata l’area. Ci piacerebbe anche capire chi si occupa d’impedire il mercato degli abusivi nei parcheggi pubblici a ridosso delle Mura, quali interventi vengono portati avanti e che risultati danno. Le chiacchiere stanno a zero.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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