L’agenzia di viaggi finisce nel mirino
Vacanze beffa: la polizia provinciale fa scattare i controlli Una vittima: «Ho perso i soldi del mio viaggio di nozze»
GROSSETO. L’agenzia di viaggio bersagliata di polemiche è sempre più nel mirino dei tanti grossetani inferociti, rimasti a terra nel viaggio ai Caraibi pagato fior di quattrini e in programma il 5 febbraio. Non solo. Oltre alle decine di denunce che stanno per arrivare in Procura e alle forze dell’ordine, anche la Provincia sta facendo i suoi passi. Sono partiti i controlli.
La storia. Protagonista del caso un’agenzia di viaggi gestita da una grossetana cui un anno fa si sono rivolti decine di aspiranti turisti che volevano partire per i Caraibi, e che hanno saldato il conto con largo anticipo proprio per usufruire (come prospettato dalla stessa agente) di una grande offerta. In realtà la titolare quei soldi (decine di migliaia di euro) non li ha mai girati a Costa crociere, cosicché al momento di ritirare i biglietti i vacanzieri non hanno visto nulla. I precedenti sarebbero tanti. E sintetizzando il “modus operandi” della titolare, è possibile appurare come lei si sia spesso mossa così: ha aperto un’agenzia, ha avuto guai con i clienti, l’ha chiusa. Ne ha aperta un’altra in altra zona, ha avuto guai. Di nuovo l’ha chiusa per andare altrove, così per 4-5 volte.
Il precedente. «Nel 2010 mi sono sposata - racconta una grossetana - e mi sono rivolta a quest’agente che all’epoca aveva l’agenzia da tutt’altra parte rispetto a dov’è ora. I miei amici mi hanno regalato “quote viaggio” a Sharm da lei, ma io non le ho mai viste, anzi: ho dovuto pagare il viaggio con largo anticipo (5mila euro per me e mio marito), senza vedermi restituire da lei neppure un euro dei regali». È seguita una denuncia. Soprattutto è dovuta partita, a tamburo battente, una ricognizione di tutti i soldi avuti dagli amici «e che non è stato facile ricostruire, tant’è che tuttora non so chi devo ringraziare... L’unica cosa che ho potuto fare è stato chiedere ai miei amici le ricevute dei soldi che avevano versato, e presentare il conto all’agenzia madre: all’epoca la tizia lavorava in franchising». Di 5mila euro qual era il costo del viaggio, «ho recuperato mille euro mettendo insieme le singole ricevute. Possibile che questa agente debba ancora lavorare? Pperché lavora ancora e non le viene ritirata l’autorizzazione?».
Nessuna licenza. La Provincia di Grosseto sgombra il campo da equivoci. «Non esistono più licenze e autorizzazioni», spiega dall’ufficio turismo che è responsabile anche per le agenzie di viaggio: «Esiste solo una comunicazione di inizio attività inoltrata agli uffici competenti, i quali devono verificare che la documentazione sia formalmente in regola, e danno poi l’ok». Se non vi sono condanne penali pendenti (è questo il caso) la Provincia, verificata la regolarità formale delle carte presentate, com’è ancora stato questo il caso, non può che permettere l’avvio dell’attività. In questo caso comunque gli uffici hanno ricevuto segnalazione dei grossetani furiosi: «e siccome noi non tralasciamo nulla che la legge ci consenta, abbiamo sollecitato la polizia provinciale, che si è attivata, facendo partire le sue verifiche e rimettendo tutto alla Procura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google