Il presidio
Il regista teatrale si sfoga «Ferito da tanto clamore»
ORBETELLO. «Sono rimasto ferito e perplesso dalle polemiche ma vado avanti con ancor più convinzione», sbotta Claudio Spaggiari, regista dello spettacolo “Cali la tela” che tante polemiche ha...
ORBETELLO. «Sono rimasto ferito e perplesso dalle polemiche ma vado avanti con ancor più convinzione», sbotta Claudio Spaggiari, regista dello spettacolo “Cali la tela” che tante polemiche ha suscitato i primi giorni dell’anno, a Orbetello. Spaggiari si sfoga e si difende.
«All'inizio ho pensato: bene purché se ne parli, poi i toni si sono alzati e mi sono scoraggiato ma ho trovato la forza di andare avanti. Con lo spettacolo di fine anno volevo fare qualcosa per Orbetello e per i miei concittadini, la politica non c’entra nulla. Ho letto tante piccole cose inesatte - continua - non c’era nessun presentatore, la Goracci era lì solo per vedere il fratello al quale io ho fatto il laboratorio e ha pagato regolare biglietto. Ho invitato il sindaco, mi sembrava doveroso. All’inizio non voleva nemmeno venire. Non capisco come mai sia nato tutto questo rumore intorno a questo spettacolo di cui si è parlato veramente poco dando spazio ad altro. “Cali la Tela” doveva essere un modo diverso di trascorrere l’ultimo dell’anno. Realizzare uno spettacolo all’auditorium non è facile, quel luogo non è un teatro e presenta problemi di acustica ma è l’unico spazio disponibile: abbiamo lavorato molto e siamo arrivati al giorno del debutto stremati, alcuni anche un po’ malandati come la collega Serenella Bischi di Oratorà. I soldi del Comune, che tra le altre cose dobbiamo ancora avere, sono pochi e non è pensabile che possano servire a realizzare uno spettacolo: saranno solo un contributo. Abbiamo sostenuto molte spese e per fortuna ci sono stati i volontari che hanno cucito gli abiti di scena. La presenza di alcune persone in relazione a cui è nato tutto questo caos è solo un caso, sono solo amiche che si sono ritrovate insieme. Avere la stessa ideologia politica non è una colpa». Sulla pubblicità allo spettacolo: «quando ho sentito dire che forse ci sarebbe stata anche una festa di piazza ho chiesto alla Pro loco se potevo inserirla nella locandina, ma purtroppo non c’era nulla di definitivo..».
«Crediamo che il teatro a Orbetello sia importante non per una élite ma per tutti - dice anche Claudia Innocenti - Abbiamo fatto molti lavori con le scuole anche su temi importanti abbiamo usato il teatro come cura trattando l’alcoolismo e il fumo o la salute mentale, insomma, non solo divertimento ma qualcosa di molto serio». «Sono convinto - conclude Spaggiari - che lo strappo che si è creato con una parte della popolazione si ricucirà e si capirà quale fosse la nostra reale intenzione: solo uno spettacolo e non una festa privata». Un ultimo pensiero agli alluvionati: «Ci è stato rimproverato di non aver devoluto l’incasso agli alluvionati: tutta la rassegna precedente noi l’abbiamo dedicata a loro, non ce ne siamo mai dimenticati». (i.a.)
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