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Grosseto

Oggi il Consiglio di Stato dice se si vota di nuovo

di Alfredo Faetti
Oggi il Consiglio di Stato dice se si vota di nuovo

La sentenza, però, potrebbe slittare di un giorno o due. Diverse le posizioni: Borghi chiede di essere nominato sindaco. La Iacomelli di continuare a farlo

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GAVORRANO. Il futuro di Gavorrano passa questa mattina da Roma, anche se per una risposta definitiva è probabile che serviranno ancora un paio di giorni. La vicenda che ha travolto l’amministrazione di Elisabetta Iacomelli (il cosidetto “caso firme”) infatti riguarda non soltanto il comune minerario, ma molti altri in tutto il Paese. E se la sensazione è quella che il Consiglio di Stato aspetterà di esaminare tutti i casi per poi emettere un’unica sentenza, di certo c’è che la storia gavorranese inizierà ed essere riscritta, in un modo o nell’altro, questa mattina. La domanda che i vari ricorsi pongono al secondo grado della giustizia amministrativa è molto semplice: Gavorrano deve tornare al voto o no il prossimo maggio? La sentenza con cui il Tar ha fatto decadere il sindaco socialista, accogliendo il ricorso della coalizione del selliano Massimo Borghi, direbbe di sì. Ma è stato proprio l’ex primo cittadino a impugnare per primo questo pronunciamento, dicendo che in base al Testo Unico dovrebbe essere la sua lista, in quanto seconda arrivata alle elezioni 2013, a guidare il Comune dopo la decadenza della Iacomelli. Quest’ultima invece insieme alla sua coalizione ha presentato un altro ricorso contro la sentenza del Tar, sostenendo che in un’assenza di legislatura sull’argomento firme la sua vittoria resta legittima. E in questo senso chiede di tornare a indossare la fascia tricolore. Non senza polemiche: «A Gavorrano c’è chi ha tentato di fare un golpe chiedendo di governare dopo aver perso. Questo non è mai accaduto in Italia» ha tuonato nei giorni scorsi la socialista. Tre posizioni diverse, dal sentenza del Tar ai ricorsi, su cui stamani inizierà a discutere il Consiglio di Stato, nell’udienza convocata nel tribunale romano. Difficile però arrivare immediatamente a una sentenza. Il problema delle liste come detto riguarda diverse amministrazioni decadute in tutta Italia, coinvolti in questo pasticcio legislativo (diversi parlamentari, alla luce di questi episodi, stanno cercando di porvi rimedio a suon d’interrogazioni). In poche parole, non è chiaro se la firma di un assessore o consigliere che opera al di fuori del comune sia legittimata o meno ad autenticare la lista. Il passato lo era, oggi non più. È il caso di Gavorrano, dove l’assessore provinciale Cinzia Tacconi ha convalidato la lista della Iacomelli. Ma anche quello di Valenzano e Tricarico. E per tutti e tre i comuni è stata chiesta un’istanza di convocazione dell’adunanza plenaria, strumento utile ad evitare contrasti giurisprudenziali. In poche parole, su questi casi non potranno esserci sentenze troppo diverse tra loro, al di là dei singoli casi. Quindi è molto probabile che il Consiglio di Stato si pronuncerà in un’unica occasione. Tra un paio di giorni, secondo i più vicini alla vicenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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