Il Tirreno

Grosseto

«Misure utili ma insufficienti: via libera alla “difesa attiva”»

«Il problema dei predatori _ dice Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura _ si risolve attraverso la concertazione. Le istituzioni devono avere più coraggio e ascoltare chi in campagna, nei pascoli,...

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«Il problema dei predatori _ dice Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura _ si risolve attraverso la concertazione. Le istituzioni devono avere più coraggio e ascoltare chi in campagna, nei pascoli, negli ovili, ci passa ogni giorno dell’anno. I numeri sono impietosi: nel 2007 in provincia di Grosseto risultavano 255.047 capi ovini. Oggi siamo a 215.231 e l’emorragia si aggrava. Non dubito quindi che con 40mila pecore in meno in 6 anni siano diminuiti anche i conferimenti di latte. In questo modo si azzera un’economia simbolo della Maremma. È chiaro, non c’è solo il problema predazioni, ma se non possiamo far nulla sull’andamento meteo delle stagioni, possiamo invece essere più efficaci riguardo alle tutele nei confronti dei predatori». Il presidente Anton Francesco Vivarelli Colonna ha chiesto invece di recente “misure preventive attive”. Perché _ dice _ i finanziamenti per opere di difesa passiva come recinzioni, videosorveglianza e cani antipredatore sono, sì, opportuni ma accessorii e non stanno risolvendo il problema. Per Confagricoltura la vita di un singolo lupo o di un ibrido non deve valere più della vita di centinaia di capi ovini, o di altrettante famiglie di allevatori. «Non vogliamo certo l’estinzione del lupo e sappiamo che esistono più ibridi che lupi, ma proprio per questo chiediamo una nuova legislazione».

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