Il Tirreno

Grosseto

Rubano furgone del teatro Fuga con scene e costumi

di Elisabetta Giorgi
Rubano furgone del teatro Fuga con scene e costumi

Sparisce il Fiat Ducato del Laboratorio Ridi Pagliaccio con le attrezzature di scena L’appello del regista: «Aiutateci a trovarlo». Salta lo spettacolo in programma

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GROSSETO. I vestiti di scena, le maschere, le calzature ispirate al ’700 e le scenografie di goldoniana memoria. Tutto sparito: un pezzo di vita e di storia che se ne va. Il ricco materiale di scena era dentro a un furgone che i ladri hanno rubato di notte a Grosseto, lasciando nello sconforto la compagnia teatrale Ridi Pagliaccio in procinto di aprire ieri - con quegli abiti e attrezzature - la stagione teatrale di Monte Argentario. Ovviamente tutto è saltato: niente spettacolo, e alla troupe non è rimasto altro che comunicare, via Facebook, l’annullamento dello spettacolo ai tanti maremmani che già lo pregustavano.

Giacomo Moscato, fondatore e grande “anima” del laboratorio teatrale, notissimo regista e attore grossetano, nonché insegnante, è amareggiato. Insieme all’affiatato gruppo di 14 attori con cui condivide la scena avrebbe dato il via alla stagione portercolese portando in scena “I due gemelli veneziani”, commedia in tre atti di Carlo Goldoni che riscuote da quattro anni grande successo. Una divertente messa in scena del capolavoro del celebre commediografo, che rilegge il tema del doppio innescandolo sulle maschere “post” commedia dell’arte. L’appuntamento era ieri per le 15,30 nella parrocchia di Sant’Erasmo e San Paolo della Croce a Porto Ercole, dotata di un bell’auditorium scelto appunto come location per la nuova stagione teatrale.

Venerdì sera (peraltro venerdì 17...) un Fiat Ducato compagno di tante avventure è stato caricato di tutto punto con il ricchissimo materiale di scena, e parcheggiato verso le 23,30 sotto casa dei genitori di Moscato, in un piccolo spiazzo di via Senese dove sarebbe stato ripreso ieri per andare a Porto Ercole. Per un piccolo equivoco, tuttavia, nessuno si è accorto di niente per un giorno intero e i ladri hanno avuto tutto il tempo per far perdere le loro tracce. È successo infatti che sabato alle 6 «mia madre non ha visto il furgone posteggiato - racconta Giacomo - e ha pensato subito, com’è normale, che l’avessi preso io. Tutto questo finché non sono andato a riprenderlo...». Una doccia fredda. Dentro al veicolo c’era di tutto: 12 costumi con calzature, 2 paia di scarpe fatte da un calzolaio di Perugia specializzato nei cortei storici. Sette spade, materiale scenografico tra cui 4 colonne e 2 archi. «Un valore affettivo enorme - dice Moscato - ma anche pratico e alla fine economico: tutte cose che abbiamo comprato nel tempo, e abbiamo fatto fare con cura, non certo acquistandole su internet. Per esempio le maschere della commedia dell’arte sono state realizzate da un mascheraio di Savona, i costumi di velluto sono stati cuciti su modelli del ’700 da sarte grossetane».

Il danno potrebbe aggirarsi sui 4-5mila euro. La denuncia è stata fatta ai carabinieri. Gli attori sono amareggiati e convinti che quel bottino così di nicchia non possa essere appetibile a un ladro. «A chi può servire?», chiede Gianluca Guelfi. «Io credo - dice Moscato - che abbia fatto gola il fatto che il furgone fosse pieno». Il materiale era racchiuso all’interno di scatole e in un baule di scena; chi si affacciava ai finestrini lo vedeva. E intanto il mondo del teatro fa quadrato su Ridi pagliaccio. «Derubare una compagnia di un furgone carico dei suoi affetti più preziosi costruiti nel tempo e coi quali nasce un rapporto simbiotico con gli attori, è come strappare pagine della propria esistenza. Vi siamo vicini in questo momento davvero terribile», dice la compagnia Teatranti di Fabio Cicaloni. E Moscato lancia un accorato appello: «Se qualcuno avvistasse un Ducato bianco anno 1999, targato AY467AA, ci faccia avere notizie».

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