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Crisi dell’artigianato, scontro Breda-Bonifazi
GROSSETO. È scontro fra Riccardo Breda, presidente da poche settimane della Cna, e il sindaco Emilio Bonifazi. Il vivace botta e risposta sulla crisi, e le sue cause, è andato in scena ieri nel corso...
GROSSETO. È scontro fra Riccardo Breda, presidente da poche settimane della Cna, e il sindaco Emilio Bonifazi. Il vivace botta e risposta sulla crisi, e le sue cause, è andato in scena ieri nel corso della presentazione del rapporto Trend.
«La crisi dell’artigianato maremmano – ha detto Breda, senza troppi giri di parole – è legata al carico fiscale eccessivo, a una burocrazia pesante e farraginosa, ad un accesso al credito problematico, ma anche a cattive scelte amministrative. Il prelievo è raddoppiato da Ici a Imu e da Tarsu a Tares. E non siamo stati neppure consultati. Poi c’è stato, come parziale atto riparatore la rateizzazione del tributo e l’impegno a riaprire il dossier rifiuti fin dai primi mesi di quest’anno. Ma certo non ci basta».
E ancora, sulla mini-Imu: «Hanno ritrattato una cancellazione annunciata, chiamando in causa fin troppo il governo. Ma dietro a tutto c’è la furberia di chi ha pensato di utilizzare la soppressione dell’Imu sulla prima casa per accrescere, grazie all’aumento delle aliquote, la soglia del rimborso statale. Il peso della pressione fiscale locale, oggi, ha superato quella nazionale. La Regione con l’Irap ha raggiunto livelli insopportabili e le nostre imprese non sono più in grado di sostenere una tassazione così elevata. Vogliamo essere ascoltati e consultati sulle scelte da cui dipendono i destini delle nostre imprese».
A stretto giro di posta è arrivata la risposta, altrettanto piccata, del sindaco Emilio Bonifazi: «Eppure il mondo delle imprese – ha detto – non può dire di non essere nel sistema delle dirigenze: all’interno di tutte le società partecipate, dai rifiuti alle fondazioni delle banche, ci sono i vostri rappresentanti. Il problema è che, a differenza di qualche tempo fa, Rete imprese non è più così coesa e ciascuno porta avanti le proprie rivendicazioni. Piuttorsto gli imprenditori ci dicano cosa fare di Grosseto Sviluppo, che ha un patrimonio di 12 milioni di euro, o di Seam (aeroporto civile, ndr). Se si vuole fare sistema va fatto insieme, e non scaricando le difficoltà sugli altri, accusando il comune di far chiudere i negozi e i centri commerciali. Gli enti locali non sono più in grado di garantire certi servizi: con la Tares siamo stati costretti a far pagare il 100% del servizio 7 milioni di euro in più rispetto al 2012. Alla fine i più penalizzati sono i comuni virtuosi, che mantengono il patto di stabilità: chi ha fatto il sindaco prima di me lo ha sforato e la cosa è costata otto milioni di euro alle casse pubbliche. Adesso stiamo anche lavorando sulle aree Peep di Pizzetti e via de’ Barberi, ci sono famiglie che hanno pagato e non avranno nulla dalle cooperative». (g.f.)
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