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Case popolari a gpl Dopo le proteste il caso in consiglio

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Case popolari a gpl Dopo le proteste il caso in consiglio

SORANO. Alido Foderi, Giovanni Del Buono, Alfredo Ubaldi, della minoranza di Sorano portano in consiglio comunale il caso delle case popolari riscaldate a costosissimo gpl, una spesa che gli stessi...

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SORANO. Alido Foderi, Giovanni Del Buono, Alfredo Ubaldi, della minoranza di Sorano portano in consiglio comunale il caso delle case popolari riscaldate a costosissimo gpl, una spesa che gli stessi abitanti delle case popolari non possono sostenenre. E interrogano il sindaco Pierandrea Vanni sull’edilizia pubblica.

«Nel comune di Sorano, a più riprese – scrivono i consiglieri nell’interrogazione – a partire dai primi anni Sessanta sono state edificate numerose case popolari». Un’esperienza pluriennale, dunque, che secondo i tre dell’opposizione, dovrebbe essere utile a capire che «i possibili servizi tecnici complementari delle case bisogna fornirli al minor costo possibile».

Gli stessi consiglieri osservano che le dodici case consegnate agli assegnatari nel settembre 2013, ben dodici anni dopo la loro progettazione, hanno un riscaldamento a gpl, carissimo, rispetto alle possibilità economiche di chi vi abita. Il Tirreno ha dato notizia delle lamentele delle famiglie che vi abitano nelle settimane scorse.Ma non c’è solo il gpl.

Ecco, infatti, l’interrogazione: «Quale studio tecnico ha progettato le case per conto del comune di Sorano e chi aveva la direzione dei lavori che hanno avuto fine dopo circa dodici anni? E perché il progetto ha previsto l’installazione di un sistema di riscaldamento a gpl (gas propano) che è di gran lunga il più oneroso (e questo già dagli anni 2000). Perché non si è tenuto conto che la stragrande maggioranza della popolazione del comune utilizza il riscaldamento a legna (nelle varie forme) che è di gran lunga il combustibile a più basso costo, facilmente reperibile in zona?».

Dopo lo sfogo dei cittadini sulla stampa, l’Epg spiegò che in quelle case si era installato il gpl perché, nella scelta del sistema di riscaldamento, il principio da seguire era valutare quale sistema è in vigore nel territorio dove vengono costruite le case popolari. E che lì si era scelto il gpl perché questo era il sistema in uso all’epoca del progetto delle case.

Una circostanza che la stessa interrogazione conferma. «Dato che il gpl, grazie ad un accordo (convenzione) fatto dal Comune, è l’unico gas, che può essere installato a Sorano mentre a S. Quirico hanno il metano già da molti anni – si legge nell’interrogazione – si chiede per quanto tempo ancora durerà questo regime di monopolio».

In relazione alla richieste delle famiglie che abitano le case popolari fornite di gpl e che non possono sostenerne i cui costi, i consiglieri chiedono infine «perché una volta verificato che la spesa per il riscaldamento a gpl è insostenibile per molti, non si provvede a dotare le case di canna fumaria per stufe a legna, come richiesto dagli assegnatari. Un onere in più per il Comune. Però lo sbaglio non l’hanno fatto certo gli assegnatari».

I consiglieri chiedono anche se «il sindaco e la sua giunta sanno che molti degli assegnatari, non essendosi allacciati al gpl (per ragioni economiche) stanno passando questo inverno riscaldandosi con le coperte. E perché le strade intorno alle case popolari non sono dotate di pubblica illuminazione al pari del resto del quartiere».

Infine la questione ascensori, al dire della minoranza superflui o eccessivi: «Case che sono su due piani più i garages avevano bisogno di due ascensori? E anche se la normativa tecnica li rendeva obbligatori, non era possibile una deroga?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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