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Niente proroga, l’Unione va avanti

Niente proroga, l’Unione va avanti

Landi: «Non vogliamo lasciare i lavori a metà ai futuri amministratori»

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MONTE AMIATA. Anche se qualche sindaco suggerisce di “frenare”, l’Unione comuni Amiata grossetana dice “avanti tutta” con l’aggregazione dei servizi e delle funzioni, per lasciare ai prossimi governanti la scacchiera pronta e operativa per le azioni amministrative.

Avanti tutta, anche se una recente legge darebbe la possibilità di far slittare le funzioni associate di sei mesi e anche un anno. Ma l’Unione Amiata grossetana guarda avanti perché, ormai, la molteplicità dei servizi è diventata associata e vota una delibera in cui si ribadisce la voglia di chiudere l’operazione e di farlo presto e bene.

C’è chi, però, non è d’accordo e manifesta precise perplessità, come i comuni di Castell’Azzara e di Seggiano che invece gradirebbero un passo più slow. «Siamo ormai prossimi – spiega il coordinatore della conferenza dei sindaci, Emilio Landi – ad aver associato tutte le funzioni, ultima quella dei tributi e della ragioneria che deve essere ratificata dai comuni. Se allunghiamo i tempi come ci consentirebbe di fare la legge, lasceremmo alle nuove amministrazioni appena arrivate in carica, i compiti che stiamo eseguendo con grande fatica, svolti a metà. Ormai siamo in ballo e abbiamo deciso di ballare. Abbiamo deliberato, dunque, come Conferenza dei sindaci, di superare la possibilità di deroga concessa dall’ultima finanziaria e di andare avanti».

La delibera dell’Unione che decreta di procedere secondo Statuto (lo statuto dell’Unione indica il 1º gennaio 2014 come data ultima per associare tutti i servizi comunali e le funzioni), dunque, stabilisce che il passo operativo scelto fin qui non cambierà. «Lo Statuto prevede una data e rispetteremo quella – spiega Landi –. Rallentare adesso non serve a nessuno».

La questione se osservare lo statuto o approfittare delle fresche deroghe di legge era stata sollevata in particolare dal comune di Castell’Azzara che non era convinto che andare avanti a spron battuto fosse opportuno e che avrebbe preferito utilizzare «un momento di riflessione» permesso da un decreto contenuto nell’ultima finanziaria.

Una posizione che lascia intravedere un atteggiamento per certi versi polemico nei confronti dell’Unione, dove i comuni più grandi guidano la barca e quelli più piccoli, come Castell’Azzara (e anche Seggiano) sono le realtà che continuano a soffrire di una sorta di marginalità nel complesso delle operazioni.

D’altra parte la maggioranza che guida il comune di Castell’Azzara non ha mai nascosto che vi sono priorità forti su cui la comunità vorrebbe delle certezze, prima fra tutte la sanità. Non convince, come più volte dichiarato dallo stesso sindaco Marzio Mambrini, né la razionalizzazione della sanità, con una casa della salute che pare dare insufficienti garanzie alla popolazione, con guardie mediche sempre in bilico, senza quell’elisoccorso promesso più volte dal direttore generale Fausto Mariotti e per adesso nemmeno progettato materialmente.

E i toni e gli atteggiamenti polemici di Castell’Azzara hanno avuto anche espressioni pubbliche, con l’assenza del sindaco Mambrini alla firma del Patto territoriale fra comuni, Regione, Asl 9.

Forse, proprio questa sensazione di essere marginalizzato, in un’assenza, ormai, di dibattito politico ormai da tempo abbandonato nei centri amministrativi, ha convinto Castell’Azzara a votare contro la decisione dell’Unione di non utilizzare la deroga possibile. E Seggiano (per ragioni similari) ha fatto lo stesso.

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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