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Grosseto

Lupi, on line 12mila firme antibracconaggio

Lupi, on line 12mila firme antibracconaggio

Cresce la petizione lanciata su change.org. Intanto, però, continuano a morire i cani da guardia

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MANCIANO. Dopo le aggressioni innumerevoli in molte aziende maremmane da parte di predatori, ibridi e lupi, dopo l’uccisione di sette esemplari di predatori (non pare siano lupi in purezza) esposti sulle strade o in piazza, adesso il popolo animalista ha raccolto ben 12mila firme e più «contro il bracconaggio verso i lupi e per il giusto rimborso dei danno agli allevatori di ovini oggetti di predazioni».

Firme apposte via web sul sito change.org grazie all’associazione ambientalista follonichese La Duna, Wolf emergency, Save the wolves e tanta gente sensibile ai temi della conservazione della biodiversità. Persone di tutto il mondo».

Sottoscritta la richiesta al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di far sì che gli organi preposti al controllo del territorio, le forze dell’ordine, la polizia provinciale e le polizie comunali intensifichino gli sforzi per scoraggiare e identificare gli autori del massacro del lupo. Gli organizzatori dell’iniziativa si dicono d’accordo con la posizione della Provincia sul controllo e la fine delle uccisioni, il rimborso dei danni e misure incruente per prevenire gli attacchi.

Contarietà ad ogni tipo di deroghe e identica contrarietà ad ogni tipo di abbattimento di cani, siano randagi, inselvatichiti o ibridi. Si invocano le solite misure di prevenzione: cani da pastore, la recinzione dei pascoli, una migliore guardiana e una migliore cura degli stessi cani che devono protegger il gregge: troppe volte loro stessi, maltenuti, malnutriti, si trasformano in predatori degli animali che dovrebbero proteggere.

«Speriamo che i politici, commentano gli organizzatori della raccolta firme, che hanno chiesto a gran voce misure straordinarie per proteggere le greggi contro gli attacchi dei predatori cambino idea. Il lupo può essere un controllore naturale del sovrannumero di ungulati che danneggiano le colture del territorio».

E mentre si alzano gli scudi a difesa dei canidi, le aggressioni continuano e adesso vengono attaccati anche i cani di famiglia. Margherita, una signora che abita in un podere di Montorgiali, segnala l’uccisione di un suo cagnolino spinone addentato al collo e morto dissanguato. «Oltre questo – dice Margherita – ho dovuto castrare il mio cane maschio per evitare che si allontani e cada nell’agguato di qualche predatore e ho la femmina che già una volta ha combattuto, per fortuna da vincitrice, con un canide qui attorno. Ho paura a uscire ed è angosciante questa situazione. Sono 30 anni che abito qui nel podere e mai, dico mai, mi ero ritrovata a aver paura di essere aggredita e di vedere morire i miei cani per delle aggressioni». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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