Il Tirreno

Grosseto

Lamioni: «In bilancio 2,2 milioni di euro per la Maremma»

di Guido Fiorini
Lamioni: «In bilancio 2,2 milioni di euro per la Maremma»

Chiuso il previsionale della Camera di Commercio: misure per turismo, associazioni sportive e nuove aziende

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Dal vino all’università, dal cavallo al premio Monicelli: nel bilancio previsionale della Camera di Commercio, approvato da meno di una settimana, ci sono decine di interventi a sostegno del tessuto imprenditoriale della Provincia di Grosseto. Sono circa 2,2 milioni di euro investiti, è proprio il caso di dirlo, tenendo come punto di riferimento quella che per il presidente Gianni Lamioni è diventata quasi un’ossessione da cinque anni, la promozione della Maremma. Del resto lo dice da quando è diventato presidente che turismo e agroalimentare, con Grosseto capoluogo del territorio, sono l’unica leva per il rilancio, il grimaldello per uscire dalla crisi.

«Nel bilancio – ci spiega Gianni Lamioni – ci sono interventi di vario genere, ma tutti orientati a promuovere la Maremma. Ma, sia chiaro, non sono soldi a pioggia, non è la nostra filosofia. C’è dietro una strategia precisa. Basti pensare che dal fondo perequativo del ministero dell’Economia, l’unico finanziamento pubblico delle Camere di Commercio, ci arrivano circa 800mila euro. Loro mettono i fondi solo su idee e proposte, non danno i soldi a caso. Siamo la Cciia in Italia, su 105, che ha preso di più. La seconda si ferma a 200mila. E noi abbiamo avuto 250mila euro solo per Maremma Wine and Food Shire, il progetto più finanziato in assoluto».

Quali sono gli interventi principali che finanziate con i 2,2 milioni?

«Abbiamo due bandi, da 100mila euro l’uno, per la promozione dei prodotti tipici e per la partecipazione delle aziende a fiere e congressi in tutto il mondo. Inoltre abbiamo confermato la nostra presenza al Vinitaly: avremo il solito padiglione insieme alla Provincia e contribuiremo al 50% delle spese delle aziende partecipanti. Lo stesso faremo con Fieracavalli, dopo la bella esperienza del 2013».

Anche il cavallo è un pezzo di Maremma, in fondo.

«Infatti il cavallo sarà la grande novità di Maremma Wine and Food Shire, su cui mettiamo mezzo milione di euro. Sarà ancora nel centro storico e oltre a vino, cibo e artigianato, vedrà una sezione dedicata alla razza maremmana. Inoltre oltre ai buyers stiamo invitando i tour operator, sarà una fiera del meglio della Maremma a tutto tondo». E non sarebbe male, aggiungiamo noi, se l’arena per i cavalli fosse ricavata nel parcheggio degli Arcieri, riportandolo alla funzione originaria.

Cosa altro avete previsto?

«Ci sono misure destinare alla creazione di reti d’impresa, ci mettiamo 100mila euro, per facilitare processi di aggregazione e altrettanti soldi li abbiamo previsti per lo start up delle aziende, con un occhio particolare all’imprenditoria femminile. Prevediamo un sostegno per almeno 36 mesi».

Cos’altro per il turismo?

«Ci sono due misure tutte nuove. La prima, con 50mila euro, è dedicata a sport e turismo. In sostanza diamo un contributo per i pernottamenti di ospiti ed atleti alle associazioni che, fuori stagione estiva, quindi da ottobre a marzo, organizzano manifestazioni sportive che durano più di un giorno. L’altra, con 150mila euro, è destinata alla valorizzazione di piccoli borghi e centri storici, possono accedervi i Comuni, ma anche le Pro loco e i centri commerciali naturali».

Andiamo alla cultura: è decisiva per turismo e promozione della Maremma.

«Confermiamo il sostegno alla Fondazione Grosseto Cultura per il premio Monicelli e lo stesso facciamo con la società Dante Alighieri ma, soprattutto, abbiamo stanziato di nuovo i centomila euro per l’università. Sono certo che avrà un importante rilancio».

L’università, in effetti, sta lavorando a percorsi didattici nuovi, che dovrebbero essere attrattivi.

«Il nuovo assetto del comitato tecnico scientifico mi dà molta fiducia. Sono convinto che la presidente Gabriella Papponi Morelli farà un lavoro eccellente. E Antonio Capone è uno dei principali esperti italiani nella formazione. Svelo un piccolo segreto: sono stato io a imporlo in quel posto. È stata una mia scelta e sono convinto che saprà rilanciare l’università».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino