Accoltella il futuro genero in pizzeria
Arrestato un operaio di 45 anni: lo avrebbe fatto per vendicare uno sgarbo fatto dal ragazzo alla figlia dell’uomo
FOLLONICA. Era andato al lavoro un po’ prima. Era arrivato in tempo per prepararsi a una delle serate più impegnative che un ristorante deve affrontare: quella dell’ultimo dell’anno. Tranquillo, come sempre, quando indossava il grembiule bianco e si metteva ad armeggiare con la farina e l’acqua per preparare l’impasto della pizza. La sera dell’ultimo dell’anno ci sarebbe stato da fare un po’ di più e lui, un albanese di 32 anni, nel tardo pomeriggio era già al suo posto. Quando ha visto entrare in pizzeria quell’uomo che sarebbe dovuto diventare suo suocero, non ha pensato, probabilmente, che quella non fosse proprio una visita di cortesia. Sapeva che qualche problema poteva esserci, ma non sospettava che nei minuti successivi il quasi suocero quarantacinquenne si sarebbe avventato contro di lui, prendendolo a calci e pugni e ferendolo poi con un arma appuntita. Con un cacciavite, probabilmente, che non è ancora stato trovato e che l’uomo quasi sicuramente aveva portato con sé proprio per finire il futuro genero.
È durata pochi minuti l’aggressione finita con il ricovero del pizzaiolo che è tutt’ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Misericordia di Grosseto. Ha una brutta ferita sotto l’ascella sinistra ma per fortuna non è in pericolo di vita.
La sequenza dell’aggressione, dei calci e dei pugni sferrati su quel trentaduenne che ha anche cercato di difendersi ma che poi è stato colpito con un oggetto appuntito all’emitorace, non è stata vista da nessuno. È stato lui, però, una volta soccorso a dare indicazioni utili ai carabinieri della tenenza di Follonica che in poche decine di minuti hanno arrestato l’operaio quarantacinquenne, anche lui di origini albanesi.
Il padre del proprietario del ristorante La Limonaia, che si trova in centro a Follonica, è arrivato nel locale prima che venisse aperto per accogliere i clienti pronti a festeggiare l’ultimo dell’anno trovando il ragazzo a terra in una pozza di sangue. È stato lui ad accompagnarlo al pronto soccorso di Follonica dove poi sono stati chiamati i carabinieri.
Al pronto soccorso, il pizzaiolo ha raccontato quello che era successo. Ha spiegato che l’operaio quarantacinquenne che sarebbe dovuto diventare suo suocero lo aveva aggredito nel locale. I militari, in pochi minuti lo hanno raggiunto mentre stava rincasando. Lui ha negato, davanti ai militari, di aver sferrato quel colpo. Di aver infilzato il futuro genero con un’arma appuntita della quale poi probabilmente si era appena disfatto. Ha soltanto ammesso che c’era stata una lite tra i due, scoppiata proprio per il rapporto tra il pizzaiolo e la figlia dell’uomo, che negli ultimi giorni era diventato un po’ difficile. Il ragazzo, che si sarebbe dovuto sposare con la figlia dell’uomo che ha tentato di ucciderlo, secondo il padre aveva mancato di rispetto alla ragazza. Probabilmente voleva dare una lezione al pizzaiolo, ma i calci e i pugni, a un certo punto, non devono essergli sembrati sufficienti.
I carabinieri non hanno ancora trovato l’arma utilizzata per infilzare il ragazzo. L’uomo, probabilmente, l’ha gettata durante il tragitto tra la pizzeria e la sua abitazione a Follonica, dove vive con la famiglia da tempo. I carabinieri lo hanno arrestato. Ha ammesso di aver picchiato il futuro genero, spiegando di averlo fatto per sua figlia. Ma ha negato di averlo ferito in quel modo. L’operaio è stato accompagnato al carcere di via Saffi con l’accusa di tentato omicidio. Il trentaduenne pizzaiolo è grave al Misericordia, ancora in prognosi riservata.
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