Il Tirreno

Grosseto

Farmacie, i referendari vanno al Consiglio di Stato

di Guido Fiorini
Farmacie, i referendari vanno al Consiglio di Stato

L’avvocato Fiori: «L’ordinanza del Tar basata su un dubbio. Assurdo». Udienza forse dopo l’apertura delle buste, Gori: «Il Comune aspetti a firmare il contratto»

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GROSSETO. Se qualcuno pensa che l’ordinanza del Tar della Toscana del 23 dicembre scorso con cui è stata respinta la richiesta di sospensiva della vendita delle Farmacie comunali abbia fermato i referendari, si sbaglia di grosso. Perché Movimento 5 Stelle e Sel hanno intenzione di andare fino in fondo, soprattutto dopo che Emilio Bonifazi, nella conferenza stampa di fine anno, ha ammesso che la cessione delle Farmacie è «Una decisione sofferta». «E proprio perché è sofferta – dice Giacomo Gori – riteniamo che sia giusto che i cittadini si esprimano».

Così da una parte i promotori del referendum vanno alConsiglio di Stato, chiedendo con l’atto presentato lo scorso 27 dicembre la riforma dell’ordinanza del Tar, dall’altra hanno già presentato ricorso al tribunale civile (dottoressa Conte, udienza il 7 gennaio) contro la decisione del “consiglio degli esperti” e la successiva ratifica del consiglio comunale.

E non solo. Poiché il Consiglio di Stato, che pure avrebbe un’udienza utile il 14 gennaio, rischia di pronunciarsi dopo l’apertura delle buste per la vendita della società, fissata per il 15 gennaio, 5 Stelle e Sel promuoveranno una raccolta di firme fra i cittadini per chiedere che il Comune abbia almeno il “buon gusto” di attendere la sentenza prima di firmare il contratto.

«Certo, potrebbero fare tutto lo stesso giorno – ammette ancora Giacomo Gori –, ma di fronte ai cittadini suonerebbe come un’imposizione. Insomma, questa attesa ce la devono, anche perché l’eventuale cessione è un atto irreversibile». Vedremo cosa deciderà l’Amministrazione.

L’avvocato Claudio Fiori ha spiegato che l’ordinanza del Tar è scarna ed errata, al punto che è tutta in due righe: “Considerato, ad un primo sommario esame, che sussistono dubbi sulla legittimazione dei ricorrenti e comunque non è oggetto di consultazione referendaria la deliberazione consiliare 20 marzo 2013, n. 21; il tribunale respinge...”. «Non capisco come si possa basare una sentenza su un dubbio – spiega –. E anche l’altro presupposto non sta in piedi. Confidiamo nel Consiglio di Stato. E speriamo che riescano a programmare la discussione per il 14 gennaio».

Mentre il coordinatore di Sel, Flavio Agresti, allarga il discorso e va oltre la cessione delle Farmacie.

«Il problema è che il bilancio del Comune non quadra e si prova a far tornare i conti vendendo i gioielli di famiglia. Le Farmacie sono un’azienda sana e che produce utili, cederle è un errore strategico enorme. E non dimentichiamo il ruolo sociale che hanno. Noi temiamo che questo sia solo l’inizio e che, magari, fra un po’ si vadano a toccare i servizi a domanda individuale. L’impressione è che, se l’approccio è questo, questa maggioranza stia lavorando a un complessivo ridisegno al ribasso del welfare a Grosseto. Sia chiaro che non ci stiamo e che faremo di tutto perché ciò non avvenga, già la crisi morde troppo, la città non se lo può permettere».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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