Investono una gatta e la gettano nel cassonetto
RIBOLLA. Il giorno di Natale un’auto l’ha investita. Mimma, gattona di 12 anni, è rimasta lì, agonizzante sull’asfalto. Ma chi guidava l’automobile invece di soccorrerla l’ha presa e l’ha gettata...
RIBOLLA. Il giorno di Natale un’auto l’ha investita. Mimma, gattona di 12 anni, è rimasta lì, agonizzante sull’asfalto. Ma chi guidava l’automobile invece di soccorrerla l’ha presa e l’ha gettata nel cassonetto più vicino. Poi è sparito. Mimma ha passato una notte intera ferita e prigioniera tra i rifiuti. Finché, la mattina successiva, una donna s’è avvicinata per gettare l’immondizia (l’immondizia, non esseri viventi) e ha sentito un lamento straziante salire dal cassone. Ha guardato, ha visto la gatta, l’ha tirata fuori e l’ha portata di corsa alla famiglia. Così Mimma è finalmente stata affidata a un veterinario: “ricoverata” da tre giorni, la gatta è ancora in gravissime condizioni, ma qualche speranza di salvarla ora c’è.
È questa la storia (assai poco) natalizia che arriva da Ribolla, località Laschi. Qui, tra le case dell’ex villaggio minerario, corre via Toscana. Stretta, ma con più di un rettilineo «dove la gente – denuncia furiosa Carla Pierozzi, “mamma” della micia investita – viaggia a velocità pazzesche, mettendo a rischio la vita di tutti, mica solo dei gatti o dei cani. Perché qui non c’è un cartello o uno stumento di dissuasione e nessuno, nonostante le nostre continue segnalazioni e proteste, interviene».
Lungo quella strada c’è la casa della madre della signora Carla, morta alcuni anni fa. La casa è rimasta vuota, ma Mimma ha continuato a vivere lì, accudita – con più visite quotidiane – da Carla e dai suoi familiari. Nel frattempo in quella casa sono arrivati altri gatti, “depositati” lì da chi voleva disfarsene. E Carla, premurosa, si occupa anche di loro.
«Ma qui è una strage», accusa la donna. «Negli ultimi due mesi le auto in corsa me ne hanno ammazzati cinque, di gatti. Mimma è il sesto caso. E pensi, c’è persino chi minaccia di denunciare me, perché dice che questi gatti sono pericolosi per gli automobilisti...».
La vicenda di Mimma, però, per la signora Carla è la goccia che fa traboccare il vaso: «Come si fa a investire un animale e a buttarlo vivo in un cassonetto? Stavolta sono andata dai carabinieri e ho sporto denuncia per maltrattamento su animali. Lo so, servirà a poco, ma non si può stare zitti».
Ieri sera il veterinario ha chiamato Carla: poteva andare a riprendersi la gatta. Anzi, doveva. Perché sebbene Mimma non sia fuori pericolo, l’ambulatorio non ha più spazio per tenerla, “riempito” da una nuova emergenza: un’intera colonia felina di Sassofortino avvelenata. Ma questa è un’altra storia, l’ennesima di un’ordinaria bestialità che neppure il Natale riesce a placare. (e.g.)
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