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Al rogo le forze diaboliche

Al rogo le forze diaboliche

Domani sera a Santa Fiora si rinnova la tradizione del fiaccolone

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SANTA FIORA. L’ultima e più simbolica festa del fuoco dell’Amiata, si tiene a Santa Fiora domani. È la tradizione delle carboniere, con cui i bambini e le loro torce ardenti illumineranno la notte e bruceranno, alla fine, lo spettro del male, nel grande fiaccolone di piazza Garibaldi, mentre sotto il portone di palazzo Sforza Cesarini si consumerà la polenta dolce e vin brulè. Fra i riti del fuoco di sapore medievale che illuminano la montagna incantata, questa di Santa Fiora è una delle più antiche e originali, manifestazione cult per gente che arriva anche da molto lontano per assistere alla cerimonia con cui si bruciano le forze diaboliche e si augura l’inizio di un’epoca luminosa.

Una festa che si era svolta in modo ininterrotto fino agli anni 50, per essere ripresa, poi, nel 1977 e che da allora ha riscosso di anno in anno, un crescente apprezzamento. Lo spettacolo è preceduto, alle 17, dal concerto della Corale Vestri, e a cui segue l’accensione delle carboniere e l’apertura dei punti di ritrovo curati dalla maggior parte delle associazioni paesane. Ovunque stand succulenti e ricchi di prelibatezze: la compagnia Arcieri in piazza Sant’Antonio, l’angolo allestito in piazza Sant’Agostino, lo stand Tac e Giù in Borgo, il buco dei desideri e altri punti gastronomici dove si potranno gustare piatti tipici e bere vin brulé e ascoltare musica per ogni gusto. Un tempo, le fiaccole, costruite da tutte le famiglie per illuminare i viottoli che confluivano alla Pieve dedicata alle Sante Flora e Lucilla, erano realizzate con pali di castagno e fascine secche. Erano i ragazzi che le portavano a spalla fino alla chiesa, come fosse un rituale di iniziazione, agitandole tutto intorno per scacciare le streghe. Ed anche questo 30 dicembre, una processione di fiaccole accese si snoderà, secondo la gestualità originaria, nel cuore dei terzieri di Borgo, Montecatino e Castello, fino a confluire, poi, davanti a palazzo Sforza Cesarini dove arderà tutta la notte il grande fiaccolone acceso dalle torce di tutta la comunità. (f.b.)

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