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Locale a fuoco nel giorno dell’apertura
Un incendio ha distrutto il “Sabor latino”: doveva essere inaugurato la sera. I titolari: «Forse davamo noia a qualcuno»
GROSSETO. È stato incendiato prima ancora di vedere la luce, distrutto poche ore prima dell’inaugurazione. Una vigilia di Natale disastrosa, per i titolari del locale “Sabor latino”, circolo privato Arci che doveva aprire i battenti la sera del 24 dicembre al centro commerciale Le Palme di Grosseto, e che invece è stato completamente distrutto dalle fiamme.
Cinque titolari, tra dominicani e italiani, si sono visti andare in fumo tutto nel giro di qualche ora, sedie, tavoli e suppellettili; e visto il segno che è stato lasciato (un vetro spaccato fuori dalla porta) non hanno dubbi che si sia trattato di un incendio doloso. Sul posto si respira ancora un odore acre di plastica bruciata, ed è in corso la conta dei danni.
«Qualcuno mi ha incendiato il locale», scuote la testa Deny Lopez, 27 anni, cittadino della Repubblica Dominicana, figlio della titolare e già gestore di altri locali noti del capoluogo. Proprio lì alle Palme, nel retro del supermercato dove c’è un parcheggio a servizio di uffici e negozi, il “Sabor Latino” - confinante con una Torrefazione - era quasi pronto per decollare. La sua formula era semplice, musica e drink. Sedie e tavolini per consumare da bere sempre nella formula di un circolino privato. Anche i permessi erano tutti a posto. «La mattina in cui dovevamo aprire sembrava andare tutto a gonfie vele. Ci aveva chiamato il Comune e ci aveva dato l’ok per aprire. Invece poi, dopo mezz’ora, ci ha chiamato pure l’agenzia che ci aveva affitatto il fondo, per spiegarci che c’era un incendio, e di correre subito». Appena arrivati sul posto, i gestori hanno trovato un panorama devastante. Tavoli, aria condizionata, proiettore, tavoli e sedie; tutto bruciato, le pareti nerissime, un disastro. Sono intervenuti i vigili del fuoco per la bonifica. L’incendio era già stato spento.
La sua origine sembra dolosa. Ne è sicuro Deny, che sistemando sedie e i tavoli da buttar via, indica un buco alla parete. «Qualcuno, proprio in questo punto, ci ha aperto il locale con una mazza da muratore - spiega lui - In pratica ci ha spaccato il vetro e ha infilato dentro gasolio agricolo, almeno a sentire l’odore; poi ha dato fuoco provocando un’esplosione». Ancora ieri era in corso la conta dei danni, e i titolari dopo due giorni erano sempre lì a pulire, a passare strofinacci, gettar via le cose bruciate, fare un via vai tra un cassonetto e l’altro per buttare via le cose inutilizzabili e che dovranno essere ricomprate daccapo. Mobili di plastica, il cui valore è anche modesto, ma che messi insieme fanno i risparmi di qualche anno.
«Probabilmente davamo noia a qualcuno, forse ci è successa questa cosa perché siamo bravi a fare il nostro lavoro», conclude questo gruppo di dominicani, che sempre il giorno della Vigilia ha scosso la testa due volte. Non solo per l’incendio in sé; ma anche per il fatto che è successo proprio quel giorno: il 24 dicembre. «Noi dominicani il Natale lo festeggiamo oggi», dice Deny.
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