Il Tirreno

Grosseto

«Affitti bassissimi ma il riscaldamento costa un’enormità»

di Fiora Bonelli

Dalle case popolari chiedono di installare stufe a legna Ubaldi: «Indispensabile fornire servizi a prezzi contenuti»

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SORANO. Per 7 famiglie che abitano in case popolari nuove di zecca, si profila un Natale al freddo e al gelo. Non perché il riscaldamento non c’è, ma perché il gpl costa troppo e con tutte le spese che vi sono in queste “case popolari” è tutto grasso che cola se si riesce a mettere insieme il pranzo con la cena.

Così alcune di quelle famiglie hanno chiesto l’autorizzazione a installare una stufa a legna, meno cara, ma la richiesta non è andata a buon fine, perché il progetto delle case popolari non prevede altre canne fumarie. E questo è solo uno dei problemi che queste famiglie soranesi stanno incontrando, tanto che c’è chi medita di andarsene, come già hanno fatto due inquiline.

Nel palazzo dell’Ater, di nuovissima costruzione, dove sono disponibili 12 appartamenti, ce ne sono soltanto 7 occupati: 3 famiglie marocchine, 2 italiane, 2 rumene. Due delle tre famiglie marocchine che hanno accettato di parlare col Tirreno, sono composte, rispettivamente da 7 persone (5 figli) la prima, e da 6 persone (4 figli), la seconda. Il padre di 5 figli è un commerciante porta a porta, il secondo è un operai. Salari e guadagni miseri di fronte all’incidenza delle spese: «La situazione - spiegano i due inquilini - è stupefacente. Gli affitti sono bassissimi e vanno in base al reddito. Per noi 113 euro e anche meno. Ma il quadro dei servizi è allucinante: 800 euro a testa solo per allacciarsi al gpl che è la forma di riscaldamento prevista per gli appartamenti, più il consumo»

«Io - afferma il padre di 4 figli - che sono ben 10 anni che ho fatto una domanda per avere una casa popolare, mi sono fatto rateizzare l’importo e per adesso le bollette non sono arrivate. E meno male, perché non le potrei pagare. E’ da settembre che siamo qui. Ma il consumo lo limito all’acqua calda. Per il resto siamo all’addiaccio. In casa ho 7 gradi e ho dovuto comprare le coperte per scaldare i ragazzi la notte». Gli inquilini, dunque, vorrebbero l’opportunità di stufe a legna, 8 volte meno care del gpl secondo conti fatti da una signora rumena che tiene tutto sotto controllo e snocciola una serie di spese inverosimili per una casa popolare: «Paghiamo - dice la signora - 1500 euro di spese di luce condominiali, che riguardano autoclave, luci esterne e ascensori. Per limitare le spese le luci esterne le abbiamo spente e siamo al buio. Gli ascensori non li abbiamo fatti attivare. Eppure la cifra è spaventosa e ce la dovremmo dividere per 12. Invece siamo 7». I marocchini si sono rivolti ad Alfredo Ubaldi, ex assessore provinciale, oggi consigliere comunale all’opposizione: «Sono case popolari come ville, con tutti i comfort - dice - e bisognerebbe davvero che per lo meno la questione stufe a legna fosse risolta e non solo per questo caso qui, ma per tutte le case popolari, con servizi a costi contenuti».

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