Il presidio
Mabro: domani il commissario incontra le maestranze È ancora polemica tra lavoratori
GROSSETO. Domani alle 14.30 i cancelli della Mabro si apriranno per accogliere Giampiero Russotto, il commercialista pratese nominato dal ministero commissario straordinario della fabbrica. Un...
Domani alle 14.30 i cancelli della Mabro si apriranno per accogliere Giampiero Russotto, il commercialista pratese nominato dal ministero commissario straordinario della fabbrica. Un incontro, quello di domani, al quale parteciperanno le maestranze, i sindacati e anche i rappresentanti delle istituzioni e che comincerà con l’arrivo di Russotto in tribunale, dove prenderà le consegne dal giudice Vincenzo Pedone.
È presto ancora per fare bilanci e studiare soluzioni. Sulla scrivania del commissario i conti della società sono arrivati soltanto ieri. E la situazione, al solito, non è delle più facili da risolvere. Ai problemi dell’azienda si sommano anche quelli dei lavoratori. Chi non ha aderito allo sciopero dei mesi scorsi e ha continuato a lavorare, infatti, ha deciso di intervenire e rispondere alle accuse di chi invece aveva presentato al tribunale la richiesta di dichiarazione dello stato d’insolvenza. «Abbiamo continuato a lavorare - spiegano - pur ritenendo un'opportunità quella di percorrere anche la strada del concordato. Nessuna strategia dietro a questa scelta, solo evitare che la fabbrica rimanesse ferma arrivando morta ad altre soluzioni. E il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi, al di là dei commenti vari, a volte sarcastici a volte stizziti per il fatto che la fabbrica è andata avanti anche senza la presenza delle cosiddette scioperanti, è documentato». Riguardo alla fatiscenza della fabbrica, le lavoratrici che hanno continuato a produrre, attribuiscono la responsabilità ai mancati investimenti fatti in passato. «Inoltre, la catena vuota è la logica conseguenza dei passaggi di questi giorni - aggiungono - Un chiarimento una volta per tutte, visto che le parole hanno un senso: eccetto casi circoscritti, chi ha scelto di stare fuori dalla fabbrica è sempre stato in cassa integrazione, in sciopero, c'è stato solo sui giornali». E anche sulla Prodi bis, richiesta da tutti, per chi è rimasto in azienda è arrivato il momento di smettere di brindare. «Adesso occorre scendere dal palcoscenico e rimboccarsi le maniche - dicono - con tanta volontà e professionalità (che ci è ampiamente riconosciuta) per salvare la Mabro e dare un futuro a tutti, se è ancora possibile. Infine per quanto riguarda la Rsu attualmente decadute, le elezione verranno fatte nei tempi e nei modi previsti dagli accordi e ognuno prenderà il consenso che gli verrà dato, come sempre è successo».
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