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Grosseto

sulla vecchia aurelia

Si prostituiva sul camper condannata la proprietaria

FOLLONICA. L’amica le aveva messo a disposizione il camper per prostituirsi. Lei andava nel retro, l’amica rimaneva al posto di guida. Non solo: l’amica l’andava a prendere e insieme andavano al...

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FOLLONICA. L’amica le aveva messo a disposizione il camper per prostituirsi. Lei andava nel retro, l’amica rimaneva al posto di guida. Non solo: l’amica l’andava a prendere e insieme andavano al “lavoro”, in una piazzola lungo la provinciale 152 Vecchia Aurelia, all’altezza del villaggio Mare Sì. Anche se la ragazza - una marocchina di 30 anni - non dava soldi all’amica («le pagavo solo le spese del camper cioè i prodotti per la pulizia»), il giudice ha ritenuto comunque quest’ultima colpevole del reato di favoreggiamento.

La donna, una scarlinese di 67 anni, è stata condannata dal gup Bilisari con lo sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito abbreviato con 10 mesi, 20 giorni e 115 euro di multa: senza sospensione, visto che la donna ne ha beneficiato in passato più volte.

Il caso era nato il 16 giugno 2012, quando i carabinieri avevano effettuato un blitz nella piazzola: dentro c’erano l’imputata - seduta sul sedile anteriore - e la ragazza, intenta a consumare un rapporto sessuale con un cliente. Questi aveva ammesso di aver pagato la ragazza. E la giovane marocchina aveva spiegato ai militari che era in difficoltà economiche, che aveva spesso ricevuto l’aiuto dell’amica e che quindi, per sdebitarsi, aveva chiesto di potersi prostituire insieme a lei sul suo camper sull’Aurelia. Un’attività praticamente quotidiana - domenica esclusa - dalle 13 alle 19, con cinque-sei clienti al giorno, con 40-50 euro per ciascuna prestazione. All’amica non veniva dato altro denaro se non quello per la pulizia del camper.

I carabinieri avevano messo sotto sequestro il camper, provvedimento poi revocato (la proprietà era del marito). Il difensore De Stasio aveva insistito sul fatto che il camper era cointestato all’imputata e alla giovane marocchina, dal 19 giugno. Ma il giudice nota che tale atto è successivo all’intervento dei carabinieri e che comunque la ragazza aveva detto di non avere un soldo: tantomeno ne avrebbe avuto per acquistare il mezzo. E quand’anche vi fosse stata comproprietà, era l’imputata ad accompagnare l’amica.(p.s.)

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