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Grosseto

Operai e Santoro faccia a faccia dopo la sentenza

Operai e Santoro faccia a faccia dopo la sentenza

L’amarezza dell’amministratore unico della società «Ho svolto il mio mandato, ora sono a disposizione»

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GROSSETO. Non ha fatto una grinza nemmeno quando i lavoratori sono passati dal suo ufficio gridandogli in faccia che lui era stato licenziato e che loro sarebbero rimasti. Non si è mosso di un millimetro. Ha salutato senza alzare la voce, senza farsi trascinare in discussioni come quelle viste, mesi fa, davanti ai cancelli della fabbrica. In quell’occasione però, a fronteggiare le vestaglie azzurre c’era Andrea Barontini. Maurizio Santoro, ieri mattina, era in ufficio, al suo posto. Arrivato lì dopo essere stato in tribunale, dopo aver ricevuto la comunicazione, da parte del giudice, che l’azienda non era più nelle sue mani. «Prendo di buon grado la decisione del tribunale - dice - e contatterò il commissario per capire se in qualche modo, possa rendermi utile».

Maurizio Santoro non si è messo di traverso quando ha saputo che i lavoratori volevano entrare dentro l’azienda, pur consapevole che l’incontro con i lavoratori che sotto la sua direzione non hanno mai lavorato, non sarebbe stato dei più semplici. «Non scappo mai dalle mie responsabilità - dice - e in questo contesto mi sento assolutamente tranquillo e sereno. Ho svolto il compito del quale ero stato investito: in quattro mesi gli ordini sono passati da zero a un milione e trecentomila euro. Questa azienda ha i numeri per andare avanti, io l’ho rimessa in moto». Senza soldi e senza l’aiuto di nessuno, sottolinea più volte. «Le linee di credito erano state tutte bloccate e siamo ripartiti con quei pochi soldi che avevamo nelle casse della Mabro - spiega - Abbiamo lavorato sodo per arrivare a questo punto. È stato un percorso complicato il nostro ma abbiamo fatto le cose in regola e proprio forte di questa convinzione, non ho bisogno di scappare».

L’ex amministratore unico di Abbigliamento Grosseto lascerà la città forse con un po’ di amarezza in bocca. «Ma continuerò a dormire tranquillo - aggiunge - e proprio per questo mi sono messo a disposizione del commissario».

(f.g.)

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