Il presidio
La Provincia ordina: niente appartamenti alla rta Il Castiglione
L’ente boccia la parte del Ruc che consentiva la conversione Si potrà fare solo per i residence in città e nei paesi
GROSSETO. La remota speranza di poter vedere trasformato in casa vera e propria il loro appartamento, comprato come civile abitazione e poi risultato essere rta, svanisce definitivamente per gli inquilini del Castiglione. Davanti alla commissione paritetica regionale, convocata martedì a Firenze, Comune di Grosseto e Provincia hanno siglato l’accordo sulle osservazioni di Regione e Provincia al Regolamento urbanistico del comune (Ruc): le residenze turistico alberghiere e le case appartamenti vacanze (cav) che si trovano in campagna, com’è appunto il residence, non possono essere convertite in civili abitazioni. Si possono trasformare solo quelle in territorio urbano: a Grosseto e a Marina di Grosseto.
È questo uno degli effetti provocati dal riallineamento delle previsioni contenute nel Ruc con il Piano di indirizzo territoriale della Provincia. Il Ruc, com’è noto, è stato approvato a maggio dal Comune. Una parte è stata adottata ed è già in vigore; un’altra era in attesa. Provincia e Regione avevano infatti l’obbligo di verificare che le regole in esso contenute non fossero in contrasto con i loro strumenti urbanistici. E qualcosa hanno trovato.
La Provincia, in particolare, ha sollevato la questione della trasformazione di una parte dei complessi rta e cav in appartamenti (oltre a quella delle dimensioni minime delle case; la Regione, invece, ha storto il naso alla volontà del Comune di realizzare sei stabilimenti balneari a Marina. Per entrambi gli argomenti si vedano gli altri articoli in pagina).
Il problema delle rta e delle cav è annoso e ha molte sfaccettature. «Il Comune ha fatto un esame del fenomeno e ha contato 800 unità abitative di questo tipo sul territorio», spiega il sindaco Emilio Bonifazi. «E visto che andavamo ad approvare il nuovo strumento urbanistico, cosa che capita una volta ogni tanto, abbiamo pensato di approfittarne per risolvere questo nodo».
Il “nodo” a cui si riferisce Bonifazi è l’abnorme proliferazione di cav e rta all’inizio degli anni 2000, che ha causato non poche distorsioni, con residence tirati su beneficiando delle agevolazioni fiscali previste per le attività produttive e poi spacciati per case a tutti gli effetti. «Diciamo che non sempre lo spirito con cui si costruiva era quello di farne alloggi turistici...», spiega il sindaco.
Per sanare queste situazioni il Comune, nel Ruc, dava la possibilità di trasformare il 30 per cento di queste strutture in civile abitazione. «Avevamo stabilito – spiega Bonifazi – che se uno rinunciava ai benefici fiscali concessi per rta o cav e cioè mutui agevolati, oneri urbanistici che sono un terzo rispetto alle case normali e tutte le agevolazioni per le attività produttive, poteva farne civili abitazioni per il 30 per cento».
Questa possibilità, però, cozzava col Piano di indirizzo territoriale della Provincia. «Abbiamo cominciato a lavorare a luglio con la Provincia – spiega Bonifazi – che non ha rifiutato la norma ma solo distinto tra territorio urbano e territorio aperto: nel primo si può fare la conversione, nel secondo no».
E Il Castiglione, che sorge in campagna non può. Stessa sorte toccherà a tutte le rta e le cav che si trovano in campagna. Potranno essere convertire al 30 per cento, invece, quelle che sono in città o nei paesi. Un esempio tra tutti è il Mediterraneo di Marina di Grosseto. Semaforo rosso, invece, per il Blu Maremma perché di recente ha chiesto e ottenuto dal Comune un ampliamento con varianti in deroga in quanto struttura alberghiera e quel “marchio” ora gli impedisce di poter essere convertito, seppur in parte, in condominio.
«Queste prescrizioni, si badi bene – precisa però il sindaco – devono comunque passare dal consiglio comunale. I consiglieri valuteranno, cioè, se accettare o meno l’accordo con la Provincia. Mi auguro che il consiglio accetti di buon grado perché servirà a concludere l’iter del Ruc. Del resto non accettare la paritetica significherebbe far correre il rischio che Provincia e Regione facciano scattare le norme di salvaguardia che bloccherebbero tutto il Ruc, anche la parte già in vigore».
E al Castiglione? Cosa succederà ora che le famiglie hanno perso tutto (il giudice ha riconosciuto l’abuso edilizio e, anche se il reato è estinto, il complesso è stato acquisito al patrimonio del Comune)? «Aspettiamo che la struttura ci sia formalmente consegnata. La gente guarda al Comune per sapere cosa fare. E una soluzione la troveremo», conclude Bonifazi.
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