«Cordata pronta a investire sul futuro»
GROSSETO. La cordata d’imprenditori interessati a rilevare l’azienda dalla Prodi bis c’è ancora. Parola di Antongiulio Pacenti che ieri ha deciso di congratularsi con i lavoratori e con il tribunale...
GROSSETO. La cordata d’imprenditori interessati a rilevare l’azienda dalla Prodi bis c’è ancora. Parola di Antongiulio Pacenti che ieri ha deciso di congratularsi con i lavoratori e con il tribunale che ha emesso la sentenza. «Ho accolto con estrema soddisfazione il pronunciamento del giudice - dice - perché in questo modo, oltre a garantire un futuro ai lavoratori, si darà anche la possibilità alla magistratura di chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda. Pacenti, socio al 40 per cento di Abbigliamento Grosseto attraverso la holding Fashion technology Investment, aveva rivelato, qualche giorno fa, l’esistenza di una cordata disposta a salvare la Mabro, disposta ad acquisire le quote dopo il passaggio dalle mani del commissario. «In questo modo sarà importante individuare un serio piano di ristrutturazione e di rilancio, dopo il management disastroso che ha portato un’eccellenza del territorio sull’orlo del fallimento - aggiunge Pacenti - L’arrivo del commissario è anche l’occasione giusta per fare chiarezza, per mettere in luce le responsabilità e per chiederne il conto a chi le ha provocate». Nei prossimi giorni Pacenti probabilmente incontrerà i lavoratori della Mabro. «Mi sono messo in disparte per non intralciare il lavoro altrui - aggiunge - sono stato sfiduciato e allontanato dalla fabbrica. E ora posso e anzi devo ringraziare chi mi è rimasto vicino, certo che il mio ruolo fosse solo quello di apportare professionalità a questa fabbrica e a queste persone». Pacenti, pochi giorni fa, è andato in Procura per denunciare il management della Mabro e depositare documentazione che attesterebbe che le garanzie prodotte al tribunale da parte di Abbigliamento Grosseto, sarebbero state false. Dichiarazioni, quelle di Antongiulio Pacenti, che sono costate al manager un a querela da parte della società. «Ora che i libri contabili finiranno in tribunale - aggiunge - sarà fatta chiarezza un volta per tutte sulla gestione dell’azienda. E forse potranno entrare finalmente imprenditori seri, pronti a dare un futuro ai lavoratori». (f.g.)
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