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Il dogo Zorro salvato dalla burocrazia

Il dogo Zorro salvato dalla burocrazia

Il sindaco Bai: «Non è più sul nostro territorio, non ho competenza». La Lav canta vittoria

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MASSA MARITTIMA. A quanto sembra, Zorro vivrà. Merito, se così vogliamo dire, della burocrazia. Il dogo argentino classificato come «pericoloso» e «irrecuperabile» dai veterinari dell’Asl infatti è stato trasferito in un canile fuori dalla provincia di Grosseto e quindi dalla competenza del sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai. Che a quanto sembra è ben felice di lavarsi le mani di tutta la vicenda. «L’animale per cui il servizio veterinario Asl ha inviato la valutazione allegata, il dogo argentino di nome Zorro, non si trova sul territorio di Massa Marittima». E nonostante sia ancora tutto da definire, la Lav già canta vittoria.

Certo, non che il sindaco massetano volesse far sopprimere il cane per puro sadico divertimento. Il problema per Bai erano i referti firmati dalla commissione veterinaria dell’Asl, arrivati dopo le due aggressioni che hanno visto come protagonista il dogo argentino (in una di questa, il padre del padrone ci ha quasi rimesso il braccio). «Pericoloso» e «irrecuperabile» sono due termini roboanti per chi ha la responsabilità giuridica della pubblica sicurezza. «Se arriva un altro episodio dopo questo referto, ci sono responsabilità dirette» ha spiegato la stessa Bai durante un incontro con l’Asl.

Da qui l’impressione che Zorro dovesse seguire il destino di Argo, il pastore maremmano soppresso a Scarlino per gli stessi motivi. Solo che ora il dogo argentino non si trova più nel canile del Martellino. Ergo: «il sindaco del Comune di Massa Marittima ai sensi del vigente testo unico sull’ordinamento degli enti locali non ha quindi nessuna competenza in merito» spiega il sindaco. Una nota quella diffusa dal municipio di piazza Garibaldi che arriva non tanto dopo il trasferimento dell’animale in un’altra struttura, quanto per mettere fine alla tempesta di mail di protesta (arrivate a dodicimila) con cui è stato preso d’assalto il Comune.

«Il “mail bombing” diretto a questo ente diviene solo un’attività di intralcio al normale svolgimento delle funzioni pubbliche, facendo prospettare il reato di interruzione di pubblico servizio». Nelle stanze della Lav intanto si canta vittoria, pronti a chiedere nuove perizie circa l’irrecuperabilità del cane. Senza però risparmiare battute ironiche nei confronti del sindaco massetano. «Solo il 6 dicembre scorso il sindaco Lidia Bai si è esposta in una conferenza stampa accanto al responsabile dei servizi veterinari della Asl 9, Paolo Madrucci, sostenendo che Zorro doveva essere assolutamente ucciso – dice il responsabile provinciale Giacomo Bottinelli - Il cane non si trova da tempo sul territorio di Massa Marittima, in quanto per mesi è stato ospite del canile di Follonica, ma l’idea di tirarsene fuori è venuta solo adesso al sindaco, che fino a ieri sembrava di tutt’altra intenzione».

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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