Asta aggiudicata Il Comune incassa 2,4 milioni di euro
L’Acquedotto ha comprato l’area dell’ex scalo merci Il Coeso un terreno in via Portogallo per farci la sede unica
GROSSETO. È un piccolo miracolo, un colpo tanto agognato quanto non scontato, che farà passare ai conti pubblici – e ai contribuenti – un Natale più sereno, oltreché porrà le basi per dare un nuovo volto ad almeno due ampie zone della città, in via Portogallo e alla stazione.
Dopo diversi tentativi andati a vuoto, con il patto di stabilità ormai soffocante, lo scorso 2 dicembre il Comune di Grosseto è riuscito a vendere quattro degli otto immobili che da tempo aveva messo all’asta. E non ci si inganni: sono la metà – è vero – dell’offerta che il Municipio tentava di piazzare, ma tre di essi sono pezzi da novanta, che da soli fruttano 2,4 milioni di euro. Giusto la cifra che permette di fare un bel po’ di manutenzioni, dando fondo a risorse della stessa entità e rispettando allo stesso tempo il patto di stabilità.
Gli immobili venduti. Gli immobili aggiudicati sono il terreno in area di trasformazione in via Portogallo, destinato a farci sorgere un centro servizi sanitario; se lo è aggiudicato il Coeso – Società della salute, per 880mila euro. Quindi, il terreno edificabile nell’area dell’ex scalo merci della stazione, adiacente a piazza Marconi e destinato a complesso edilizio commerciale e direzionale; lo ha comprato l’Acquedotto del Fiora per 1.263.952,96 euro. Ha trovato un proprietario, dopo tanta attesa, anche il podere degli Scheti, corredato di annessi agricoli e 19 ettari di terreno, nel comune di Gavorrano. L’acquirente è un privato che lo ha comprato per 374mila euro, metà dei quali, però, andranno al Comune di Gavorrano, proprietario fino ad oggi del 50 per cento del bene. Infine, è stato venduto anche un ufficio di oltre 40 metri quadri in Strada di Vigna Fanucci 17/a ad uso ufficio; anche in questo caso l’acquirente è un privato, che lo ha comprato per 45mila euro. Totale: 2.375.952 euro.
Il Fiora alla stazione. L’asta, come detto, cambierà volto a due zone della città. Una è l’ex scalo merci alla stazione, neoacquisto dell’Acquedotto del Fiora. La zona è destinata a ospitare uffici direzionali ma al momento non è possibile avere ulteriori dettagli. Dall’Acquedotto rimandano infatti qualsiasi commento: «Non ci è ancora stata notificata ufficialmente l’aggiudicazione; aspettiamo», spiega l’azienda.
Il Coeso costruisce. È già un fermento di idee, invece, il Coeso - Società della Salute, il consorzio tra i sei comuni della zona socio sanitaria grossetana e l’Asl n 9 che gestisce, programma e integra i servizi sanitari territoriali, socio sanitari e socio assistenziali, che ha acquistato il terreno edificabile in via Portogallo. «Abbiamo preso dal nostro controllo di gestione i dati relativi a quanto ci costa produrre i nostri servizi nelle attuali sedi – spiega il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini – e abbiamo visto che tra affitti, manutenzioni e costi energetici sono 300mila euro all’anno, con in più inappropriatezze di gestione, come ad esempio il personale che deve timbrare il cartellino in una sede e poi spostarsi in un’altra».
Una sede unica. Solo a Grosseto l’attività del Coeso si svolge su sei sedi: tre in via Damiano Chiesa, una in via Verdi, una in via Sonnino e una in via Don Minzoni, tra uffici, Punto famiglia, centro diurno per disabili Il Girasole e altri servizi. «In un momento in cui i soldi mancano, questi 300mila euro sono buttati via», prosegue Boldrini. Una sede unica permette infatti di concentrare i servizi e migliorare la gestione, con risparmio della spesa. E così il Coeso, con un occhio all’asta del Comune, è andato a riprendere la clausola di finanziamento a breve e medio periodo all’1,2 per cento stipulata con la propria tesoreria, la Banca della Maremma. E ha deciso di fare la sua offerta.
Costruire è risparmiare. «Costruire ci conviene perché nel tempo avremo risparmiato, ricapitalizzato e centralizzato i servizi», spiega Boldrini. «E sia chiaro: i Comuni non ci rimetteranno un euro, né gli utenti dovranno pagare un euro in più: tutto è finanziato con nostre risorse, che non sono soldi sottratti ai servizi ma derivano dai risparmi che avremo dall’operazione stessa». Da affitti che non dovranno più essere pagati, da bollette che caleranno e dal nuovo patrimonio immobiliare di cui il Coeso si doterà con il nuovo edificio di sua proprietà.
Nuovo skyline in via Portogallo. Il centro che il Coeso intende costruire potrà arrivare a 11mila metri cubi e sarà costruito a stralci, il primo dei quali da circa 6.500 metri cubi per circa 2 milioni di euro. Sono previsti due o tre stralci. Il progetto? Sarà nello spirito delle attività del Coeso: aperto alla partecipazione e all’ascolto delle diverse esigenze. «Tenteremo di fare una progettazione partecipata, iniziando con incontri con associazioni e gruppi di rappresentanza degli utenti, oltre al comune, per capire quali sono le esigenze. Poi selezioneremo un progetto».
Tempo stimato per la realizzazione? Due anni. «Una costruzione di questo tipo – conclude Boldrini – deve avere non solo una funzionalità tecnica organizzativa ma può diventare un segno per la comunità. Dovrà avere negli spazi esterni giardini per malati di Alzheimer, strutture per gli extracomunitari, aree di sostegno al percorso di cittadinanza. Deve essere segno di permeabilità, condivisione e solidarietà, per cui anche la progettualità deve avere questo segno distintivo».
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