Cograe: «Errore del Comune, si faccia carico della cifra»
GROSSETO. Monta il caos sul caro-Peep Pizzetti. Per la Corte di appello di Firenze (che si rifà a una sentenza della Corte costituzionale) ci sono 8 milioni di euro che spettano a due proprietari...
GROSSETO. Monta il caos sul caro-Peep Pizzetti. Per la Corte di appello di Firenze (che si rifà a una sentenza della Corte costituzionale) ci sono 8 milioni di euro che spettano a due proprietari terrieri espropriati. Per il Comune quei soldi, già in bilancio, qualcuno li dovrà ripianare. Ora, mentre 400 famiglie tremano (si parla di 25mila euro cadauna), parla il presidente del Cograe, Elfio Bruni che ripercorre la vicenda: «Nel 97 è approvato dal consiglio comunale il piano decennale delle Peep. Nel 2000 quello del Pizzetti. Il 1° febbraio 2008 è determinata l’indennità provvisoria ai proprietari che sarebbero stati espropriati e il 25 giugno 2008 è firmato il decreto definitivo di esproprio. Le lungaggini burocratiche sono già evidenti. Ma c’è di più: il 19 settembre 2008 la commissione provinciale espropri, su richiesta del Comune, fa una stima dei terreni espropriati molto superiore a quella del Comune stesso. Però, esattamente dieci giorni dopo, l’amministrazione firma con le coop la convenzione di edificazione dell’area» e lo fa al prezzo che aveva «Stabilito inizialmente». Poi i proprietari fanno ricorso e nel giudizio «Il Comune ritiene di prendere a riferimento (e così fa la sentenza) proprio il valore stabilito dalla commissione provinciale espropri, che era il doppio del prezzo stabilito dagli uffici comunali». «Domanda: se il prezzo fissato dalla commissione espropri era giusto, perché non lo si è detto subito? Le coop avrebbero valutato se firmare per quel valore così alto, ma almeno avremmo evitato di fare conteggi su un prezzo poi raddoppiato, con tutte le conseguenze del caso». Per Bruni «Il Comune non può limitarsi a dire “c’era scritto”, come avesse venduto un’auto usata» Insomma, il “salvo conguaglio” che inchioda famiglie e coop (legate da vincolo di solidarietà) a pagare gli 8 milioni «Può essere considerato un semplice conguaglio? Abbiamo qualche dubbio. E poi il Comune non può dimenticare che si tratta di un’area Peep, fatta per la gente che ha più bisogno e realizzata da costruttori che sono coop e che non si sono mai arricchiti alle spalle delle persone. Quindi ci sono tutti i requisiti perché il Comune si faccia carico d’un intervento perequativo a favore delle persone in difficoltà. Ci sono cifre che in nessun modo il Comune può scaricare, come gli interessi o l’aumento del 10% fissato dai giudici come ristoro ai proprietari espropriati per i disagi determinati dalla negligenza dell’amministrazione (così dice la sentenza). A nostro avviso il Comune in questi anni ha sottovalutato la questione. Ora imprese e cittadini si sentono soli a combattere una guerra inaspettata e a dover pagare le conseguenze di scelte altrui. Speriamo si limitino le uscite infelici, che sono anche oltraggiose per le imprese (come se avessero saputo tutto da sempre) e rischiano di creare importanti danni d’immagine e commerciali». Bruni ha chiesto un confronto con il sindaco e si è detto disponibile a collaborare per superare le difficoltà, «Purché ci sia la voglia di trovare soluzioni e non di scaricare i problemi».
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