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«Dov’era Casamenti quando lavoravamo sull’alluvione?»

ORBETELLO. Ancora botta e risposta e nervi tesi tra il sindaco di Orbetello Monica Paffetti e il leader dell’opposizione lagunare di Oltre il Polo, Andrea Casamenti, sulla questione dei fondi pro...

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ORBETELLO. Ancora botta e risposta e nervi tesi tra il sindaco di Orbetello Monica Paffetti e il leader dell’opposizione lagunare di Oltre il Polo, Andrea Casamenti, sulla questione dei fondi pro alluvione. «Un nervosismo che nasce - dice la Paffetti - dalle parole del consigliere. Un ente pubblico come una pubblica amministrazione ha l’obbligo, previsto dalla legge prima ancora che dal dovere morale, di rendicontare come i soldi, che sono pubblici, vengono utilizzati. Questo succede anche e soprattutto per quanto riguarda i fondi che questa amministrazione ha potuto raccogliere grazie alla generosità di cittadini, fondazioni, istituti di credito e associazioni, sul proprio conto corrente creato per aiutare la popolazione. Nella nota inviata venerdì scorso alla stampa nessun dato è sparito. I circa 30mila che secondo Casamenti sono scomparsi non sono stati riportati per questioni di sinteticità, preferendo riportare lì solo le cifre complessive. Questi soldi sono stati liquidati alle famiglie richiedenti e che rientravano nei parametri di accesso ai fondi: ogni liquidazione è avvenuta tramite delibera, che può essere facilmente reperibile sull’albo pretorio andando a cercare l’elenco relativo a giugno. Di quali numeri del lotto parla Casamenti? Come si fa a cambiare i numeri se ogni cosa, per legge, deve essere rendicontata? Quali sono i cittadini che si sono rivolti a lui perché non sono riusciti a ottenere da questa amministrazione delucidazioni sull’uso di quei denari? Proprio questo è l'atteggiamento al quale mi riferivo sopra, l’atteggiamento che porta a scrivere sui giornali e sui social network, con termini spesso denigratori e irrispettosi nei confronti di chi ogni giorno lavora duramente, illazioni e insinuazioni scritte ad arte per travisare i fatti, fare demagogia e portare avanti la logica della campagna elettorale permanente. Quando il signor Casamenti insinuando che in Comune per l’alluvione non hanno fatto niente, evidentemente era troppo impegnato a scrivere su Facebook per venire a verificare di persona come i dipendenti di questa amministrazione abbiano messo da parte ogni cosa per prestare aiuto ai concittadini. Forse era troppo impegnato per andare a vedere di persona come si stava lavorando, negli uffici e in loco. Affermare che questa amministrazione non ha fatto niente è solo uno dei tanti esempi di come, da parte sua, si sia cercato di cavalcare gli eventi sperando di racimolare voti per la prossima campagna elettorale, cercando tra l'altro, contro ogni logica di tutela dei propri concittadini, di mettere i componenti dell'amministrazione l'uno contro l'altro. A che pro se non per cercare di racimolare qualche voto alle prossime elezioni? Dov’era il consigliere Casamenti in quei giorni? Cosa sta facendo adesso, di concreto, il consigliere Casamenti per la popolazione colpita?».

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