«Stato ingordo, ma io non alzo le tasse»
Il sindaco di Castiglione della Pescaia presenta i conti della Tares: «Dei 13 milioni di euro dati dai cittadini, 5 vanno a Roma»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ha fatto i conti il Comune di Castiglione della Pescaia. In attesa di sapere definitivamente come lo Stato intende procedere con le nuove normative in fatto di tasse (già previsto un nuovo radicale cambiamento per il 2014 con la Iuc, imposta unica comunale dove confluiranno tutti i servizi), l’amministrazione di Giancarlo Farnetani presenta aliquote e introiti presunti della nuova tassa sulla spazzatura, la Tares. E fa un bilancio di quanti soldi saranno trattenuti dallo Stato.
Insieme all’assessore Federico Mazzarello, il sindaco ha cercato di spiegare una materia davvero articolata. Un dato su tutti però deve far riflettere. «Il Comune di Castiglione – spiega l’assessore Mazzarello – ha un bilancio di circa 20 milioni di euro e ad oggi ben 5 milioni vanno direttamente allo Stato. Far quadrare i conti non è davvero impresa semplice».
Gli amministratori hanno tenuto a precisare che il Comune di Castiglione, nonostante i tagli statali, manterrà gli impegni con le imprese e i cittadini, con gli importi sui tributi di propria competenza che rimarranno invariati, senza nessun aumento insomma.
L’istituzione del “fondo di solidarietà comunale nazionale” a cui tutti gli enti hanno dovuto sottostare, circa il 30 per cento degli introiti dell’Imu appunto, già di per sé rappresenta un salasso importante.
I numeri rendono esplicito quello a cui l’amministrazione castiglionese è chiamata a far fronte: per circa 13 milioni di quota versata da parte dei cittadini, 5 milioni finiranno direttamente nelle casse dello Stato, 1,4 milioni in più di quelli previsti. «Una cifra esorbitante – dice il sindaco – che non ci permette di lavorare serenamente, sia per la quadratura del bilancio 2013, sia per la stesura di quello del 2014. La giunta, nell’ottica di una riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese, aveva già ridotto nell’aprile scorso, le aliquote Imu 2013 sull’abitazione principale, sui terreni agricoli, sui beni strumentali agricoli e aveva mantenuto al minimo consentito per legge l’aliquota sugli immobili destinati alle attività produttive. Ben prima che il governo deliberasse l’abolizione dell’Imu. Rimane da segnalare che ad essere abolita è quella parte di Imu che avrebbe dovuto essere incassata dai comuni, mentre la parte per lo Stato è rimasta invariata».
Il sindaco ha poi aggiunto che l’ultima alluvione ha provocato danni ingenti, e che 850mila euro serviranno per gli interventi di somma urgenza, e in cassa al momento, anche a causa del patto di stabilità, di soldi non ce ne sono. La nuova normativa Tares impone alle amministrazioni locali la copertura totale del servizio offerto, senza possibilità di reperire risorse da altri introiti. Con la vecchia Tarsu invece, erano le amministrazioni locali a decidere in autonomia.
«Già dallo scorso anno – ribadisce Mazzarello – abbiamo adottato una forte riduzione dei costi sui servizi connessi all’igiene urbana, risparmiando nel biennio circa mezzo milione di euro, una vera spending review che ci ha permesso di gravare il meno possibile sui cittadini. L’unico margine che i Comuni hanno per regolare le tariffe consiste nell’applicare il valore minimo del coefficiente consentito per legge, decisione questa già presa dall’amministrazione castiglionese. In definitiva, se con la Tarsu gli ultimi aumenti risalgono al volere della precedente amministrazione, con la Tares oggi è lo Stato ad imporre una maggior tassazione locale, prelevando dai cittadini anche 30 centesimi al metro quadro che andranno allo Stato».
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