La rabbia di Istia: «Finiamo sott’acqua e non si fa niente»
Il comitato all’attacco: le elezioni per i consorzi avranno un costo enorme. E non hanno avuto un euro per i danni
ISTIA D’OMBRONE. Hanno il fiume sotto alle case. A volte anche sopra. Negli ultimi due anni sono stati alluvionati e non hanno visto un euro. E le opere a difesa della frazione per ora sono solo annunciate, un classico della politica. Quindi il comitato di Istia non può che criticare le costose elezioni per il riordino dei consorzi. E chiedere invece fatti concreti.
«In questi giorni - scrivono – da ogni parte leggiamo il fervore per eleggere i componenti dei nuovi consorzi di bonifica, dopo la riforma che ha ridotto da 33 a 6 gli organismi regionali. Duro il commento del sindaco di Arezzo Fanfani: “Costi alti e gestione inaccettabile”. E chiede la sospensione delle consultazioni. Ma anche gli ambientalisti parlano di “enti autorefenziali”. Il comitato cittadino di Istia si è costituito circa 5 anni fa, al verificarsi delle copiosissime piogge che portarono ad ingrossare i vari fiumi della Maremma, ed in particolare crearono sconcerto e paura nella gente abitante nelle zone limitrofe al letto dell’Ombrone; da quei tragici giorni del 2005 in cui l'Ombrone esondò per 8 volte in poche settimane i cittadini della nostra piccola frazione decisero di unirsi per cercare di farsi ascoltare dalle istituzioni, affinché si potesse giungere a salvaguardare l'incolumità delle persone, e anche il centro abitato».
«Dall'ultima alluvione del 1966, sono stati effettuati innumerevoli lavori di difesa idraulica quali innalzamento degli argini, manutenzioni ordinarie sempre rispettate, solo però nella zona che da San Martino arriva a Rispescia e mai nulla è stato fatto per migliorare la difesa idraulica nella zona che lambisce l’Ombrone all'altezza di Istia. Inoltre la piccola golena che si frappone tra il letto del fiume e l'abitato non può certo contenere enormi masse di acqua quali quelle che ogni anno si riversano a ridosso delle abitazioni. Per questo il comitato da anni ha incontrato le istituzioni locali, cercando di difendere tale parte di territorio attraverso la costruzione di arginature e il rinforzo dei fossati con terrapieni nel territorio aperto, dove sono insediati orti privati e appezzamenti di aziende agricole».
Ora la Regione ha previsto il riordino dell'attività di bonifica in Toscana. «Considerato che da anni ci battiamo per far riconoscere l'urgenza di tutela del nostro territorio morfologicamente debole e devastato ogni anno dalle piene alluvionali, pur nello squallore di avere subito danni materiali e morali ci sentiamo vilipesi nel sentire organi e persone che affermano di aver tutelato la nostra Maremma. Albinia rimarrà sempre nella memoria, come le tante alluvioni accadute nella nostra provincia che hanno avuto molta eco mediatica, ma che dovremmo sempre ricordare, affinché si possano limitarne i disastri, senza l'inerte ambito politico, ormai lontano dai problemi della gente. Il significato di riforma idraulica in Maremma, avrebbe fondamento se si ascoltassero i cittadini e le aziende progettando un percorso, secondo una nuova visione di tutela del territorio. Vediamo, invece una rincorsa spasmodica a ricoprire cariche politiche con nessuna specifica esperienza idraulica. I disastri ogni anno si ripetono e le risorse si utilizzano senza un’etica progettuale, quindi moltiplicare competenze non necessarie come il riordino dei Consorzi di Bonifica rallenterà ogni intervento di urgenza nei casi di catastrofi naturali».
«I cittadini ne prendano atto, sapendo che le elezioni avranno un costo enorme e non cambieranno nulla. Ne sono un esempio chiaro una parte dei cittadini di Istia, che nonostante siano stati alluvionati già 2 volte in un anno e mezzo non hanno ricevuto un euro di risarcimento e nessuna opera di difesa delle proprie abitazioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google