Il presidio
Fondi pro alluvione, tutti i dubbi sul bando
Ieri l’atteso incontro con Sviluppo Toscana per chiarire ciò che sta frenando la rinascita di Albinia
ALBINIA. I contributi e i “limiti” del bando regionale per l’erogazione dei fondi sono stati al centro dell’appuntamento di ieri mattina nella sala consiliare del Comune di Orbetello: è stato il primo e atteso incontro fra Sviluppo Toscana, rappresentato dal suo direttore e due collaboratori, e le imprese extra-agricole colpite dall’alluvione del 12 novembre 2012. Oltre agli imprenditori, erano presenti rappresentanti delle associazioni di categoria, Cna, Confesercenti e Confartigianato. In tutto una trentina di persone.
Il direttore di Sviluppo Toscana ha evidenziato come su 158 imprese beneficiarie o potenziali (76 imprese ammesse, 78 da integrare e 8 non ammesse), ad oggi solo 5 abbiano fatto richiesta di liquidazione (2 con richiesta di anticipo previa polizza fideiussoria e 3 con richiesta di saldo con presentazione di rendicontazione dei pagamenti). Numero esiguo ma facilmente giustificabile data anche la serie di paletti imposti dalla Regione.
Ed è proprio sulle limitazioni imposte dal bando che si è intavolato l’incontro. Le aziende sono ormai in ginocchio e per ottenere i contributi sono costrette a essere in regola con la contribuzione Inps e Inail (anche ove fosse stata fatta una rateizzazione, si deve essere in pari con i pagamenti), effettuare tutti i pagamenti e fare apposita rendicontazione, nonché accedere a eventuale garanzia fideiussoria nel caso si richieda l’anticipo del contributo, garanzia che sembra impossibile da ottenere da parte delle banche e degli istituti assicurativi. Gli imprenditori lamentano infatti scarsa disponibilità da parte degli istituti di credito che, anche dietro presentazione della lettera inviata da Sviluppo Toscana indicante il certo finanziamento dei contributi, risulta essere solo un pezzo di carta se non accompagnato dall’affidabilità dell’impresa.
Altro nodo da sciogliere quello inerente il riacquisto dei macchinari danneggiati o resi inutilizzati dall’alluvione che dovrebbero essere della stessa tipologia di quelli andati distrutti; cosa impossibile dato che la maggior parte delle aziende utilizzava macchinari, ormai ammortizzati, acquistati anche dieci o venti anni prima ma che risultavano ancora idonei alle loro funzioni. Un caso per tutti, quello di una tipografia che non può riacquistare i macchinari che aveva in dotazione in quanto introvabili se non in paesi dell'est europa e non può acquistarne di nuovi in quanto questo comporterebbe un vantaggio competitivo da parte della azienda rispetto alle altre non danneggiate in quanto la Regione che intende ristabilire lo status quo ante l’alluvione non può permettere un vantaggio di una azienda rispetto ad altre. Sviluppo Toscana non ha negato le problematiche sollevate dagli imprenditori ma ha anche affermato che la loro soluzione spetta solo ed esclusivamente alla Regione Toscana che sta valutando se accogliere o meno alcune variazioni del bando. Da evidenziare l’uscita di due bandi, uno che permette, in alcuni casi, tramite domanda semplificata, di superare il tetto dei 200mila euro per le aziende che avevano avuto danni superiori, bando in scadenza il 7 dicembre 2013 alle ore 12 (domanda da inviare tramite pec) e uno riguardante i professionisti, precedentemente esclusi, quest'ultimo in scadenza il 4 gennaio 2014.
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