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Pseudorabbia, i consigli dell’Asl
Otto cani morti a Castiglione: «Non fate mangiar loro le viscere dei cinghiali»
CASTIGLIONE. Sugli otto cani da cinghiale morti nei giorni scorsi nel comprensorio di Castiglione della Pescaia (e di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi) ieri hanno provato a fare chiarezza l'ufficio caccia della Provincia di Grosseto e l'Asl 9.
Una nota congiunta. «Al momento in cui gli uffici sono venuti a conoscenza dell'episodio - scrivono il veterinario Giorgio Briganti, Giorgia Romeo e Massimo Machetti - i cani deceduti erano già stati smaltiti nei modi previsti dalla legge e non è stato possibile effettuare le analisi. Dalle descrizioni dei cacciatori appare però molto probabile che i cani siano stati colpiti dalla pseudorabbia causata dall'ingestione di carne cruda o viscere di cinghiali con il morbo di Aujesky, che nel cane ha effetti letali perché colpisce il sistema nervoso centrale».
L'uomo non è sensibile al virus, pertanto venire a contatto con gli animali infetti o con le loro carni non comporta alcuna conseguenza.
Riguardo alla prevenzione veterinari dell'Asl e tecnici della Provincia chiariscono che «non esistono vaccini specifici per proteggere i cani dall'infezione, ma solo vaccini autorizzati per la specie suina. È importante sottolineare comunque che i cani che hanno contratto il virus non possono trasmetterlo ad altri cani».
I sintomi, nel cane, si presentano dopo un periodo di incubazione di pochi giorni. Il segugio manifesta stanchezza, vomito, diarrea e un rialzo della temperatura; ma il sintomo distintivo è un forte prurito su muso e orecchie, che induce a grattarsi in continuazione. A contrarre la malattia, nel caso di Castiglione, sono stati dei cani utilizzati nella caccia al cinghiale. La squadra è stata fermata per 15 giorni.
Nel caso specifico il contagio può essere avvenuto attraverso morsi sulle ferite dell'irsuto oppure ingerendo viscere e carne cruda infetta.
Eradicare la malattia dalla popolazione selvatica è impossibile. Di conseguenza le istituzioni raccomandano collaborazione alle associazioni venatorie, agli Atc e soprattutto ai cacciatori.
Le squadre sono invitate a segnalare agli uffici competenti altri eventuali casi sospetti in modo da comprendere la diffusione della patologia sul territorio.
Altra raccomandazione è quella di evitare di dare da mangiare ai cani carne cruda e viscere di cinghiale.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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