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Grosseto

Bilella non parla, carabinieri in campo con nuove ricerche

Bilella non parla, carabinieri in campo con nuove ricerche

A breve altre perlustrazioni per trovare il corpo di Francesca La Procura ha raccolto nuovi elementi di prova

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GROSSETO. Forse era già in programma da qualche giorno, forse l’accelerata è stata impressa dal fatto che nemmeno ieri Antonino Bilella ha voluto parlare. Comunque stiano le cose, i carabinieri si apprestano a perlustrare di nuovo il territorio della provincia alla ricerca di Francesca Benetti.

Le ricerche della 55enne del resto non si sono mai interrotte e sono continuate sotto varie forme. Il comando provinciale vuole però dare una forma più incisiva alle perlustrazioni, anche perché - come ha detto ieri il procuratore capo Francesco Verusio - «il corpo ce lo dobbiamo trovare da soli». La Procura è convinta che Francesca sia morta e ne è sempre più convinta dal momento che le analisi del Ris hanno accertato dallo scorso fine settimana che il sangue trovato sul pianale dell’auto del custode e nella cucina della casa colonica a Villa Adua ha un dna compatibile con quello della donna, in entrambi i casi.

Bilella dal canto suo non ammette nulla. Ribadisce anzi di essere estraneo. «Dice di essere innocente, assolutamente innocente», riassumono gli avvocati Francesca Carnicelli e Alessandro Bartolozzi che ieri hanno assistito al breve interrogatorio in carcere, presenti oltre a Verusio i sostituti Salvatore Ferraro e Marco Nassi. Breve (l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere) anche perché la difesa ha chiesto tempo per esaminare alcuni verbali di dichiarazioni testimoniali che la Procura ha raccolto in questi giorni. Sommarie informazioni che i magistrati affermano contenere elementi nuovi per le indagini e che da ieri pomeriggio sono stati messi a disposizione della difesa.

La Procura aspetta che Bilella confessi, Bilella fa sapere di non aver nulla da confessare. E in questa dichiarazione non si è spostato di un millimetro da quanto dichiarato dal primo giorno. L’unico aspetto in cui il custode è cambiato è quello fisico: il regime di detenzione ha prodotto un mutamento e il 69enne siciliano appare adesso estremamente provato dai dieci giorni trascorsi in via Saffi.

Pierluigi Sposato

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