Gli alluvionati si preparano a fare causa
Incontro di fuoco a Polverosa: i cittadini hanno incontrato un legale per chiedere i danni. «L’allarme fu dato in tempo?»
POLVEROSA. L’allarme poteva essere dato prima? La struttura dell’argine funzionava a dovere? Su questi e altri dubbi i cittadini di Polverosa e delle altre frazioni alluvionate si interrogano, e si preparano a un’azione legale per chiedere i danni a soggetti che potrebbero avuto qualche responsabilità nel disastro.
La notizia serpeggiava da mesi e ha preso forma due sere fa a Polverosa, nel corso di un incontro tra un centinaio di cittadini (non solo della frazione “ospite” ma anche di quelle limitrofe) e un avvocato di Firenze che ha iniziato a intraprendere concretamente il percorso legale a tutela dei cittadini colpiti dall’alluvione nel 2012: Gilberto Giusti. Si tratta della prima azione legale (civile) intrapresa in questo senso; azione al momento ancora embrionale ma che potrebbe prendere forma a breve. Come? Partendo da “un caso” singolo: quello di “un cittadino colpito” e che ha ricevuto pochi danni; e da lì in poi, se tutto va bene, partire con gli altri contenziosi civili. Una causa-pilota insomma, prima di una lunga serie. Gli abitanti sono in fibrillazione e hanno partecipato in massa, insieme alle varie associazioni tra cui Vita, all’incontro sotto al tendone di Polverosa proprio mentre, in contemporanea, un altro incontro si stava svolgendo a Fonteblanda promosso dal Comune di Orbetello. L’avvocato Giusti, che a suo tempo era stato contattato dal comitato Guinzone, sta lavorando su almeno due fronti: i tempi dell’allarme e la sicurezza idraulica. C’è da capire se l’sos è stato dato in tempo; quali siano stati i passaggi istituzionali dell’allerta. Perché tra Marsiliana e Polverosa abbia ceduto “quella” parte dell’argine.
Riguardo ai soggetti da chiamare in causa, occorre particolare prudenza. «Stiamo ancora valutando - spiega Giusti - tutti gli elementi che possiamo raccogliere sull’evento accaduto nel novembre 2012, per capire se questo evento e se i danni si potevano evitare, se l’allarme si potesse dare in tempi migliori. Abbiamo voluto chiamare questa operazione “Facciamo chiarezza” per valutare questo. Alla fine stabiliremo se ci sono gli estremi per un’eventuale azione legale». L’avvocato spiega bene di essere a lavoro “per acquisire concretezza e per avere idee chiare”, ma già due sere fa sono stati diffusi gli estremi di un conto corrente da cui partire: chi è interessato può versare 100 euro per le spese vive di questi primi passi legali. Il conto corrente è aperto alla Banca di Credito cooperativo di Capalbio e Saturnia (agenzia di Albinia) ed è il seguente: it57b08851172320000000201063.
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