Il Tirreno

Grosseto

«Ho fatto tutto per trasmettere la calma»

«Durante l’emergenza ho fatto tutto il possibile per trasmettere la calma e farmi riferire le cose». Lo ha voluto precisare Francesco Schettino intervenendo con una dichiarazione spontanea al termine...

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«Durante l’emergenza ho fatto tutto il possibile per trasmettere la calma e farmi riferire le cose». Lo ha voluto precisare Francesco Schettino intervenendo con una dichiarazione spontanea al termine dell’udienza di ieri, in cui sono state fatte anche ascoltare le conversazioni con la sala macchine. Non è la prima volta che il comandante parla: lo aveva fatto anche il 23 settembre, quando aveva voluto spiegare perché aveva mandato il timone a sinistra («per rallentare la velocità della nave»). Ancora in conclusione di udienza, il difensore Domenico Pepe ha chiesto al presidente Puliatti la possibilità di utilizzare un ingresso diverso da quello prestabilito di via Piave per accedere al teatro, in modo da evitare di essere «assaliti» dai mass media. Il presidente ha acconsentito: «Non illudetevi però di scampare ai giornalisti...», ha chiosato.

Oggi saranno sentiti il comandante in seconda Dimitiros Chistidis, 53 anni, e il conduttore della guardia in macchina Alberto Fiorito, 30 anni. Il primo raggiunse a nuoto gli scogli, dopo essere caduto in mare con l’acqua alla cintura, perché trascinato da Ciro Ambrosio che gli si era aggrappato quando la nave aveva raggiunto un’inclinazione notevole. Sugli scogli trovò il comandante «perfettamente asciutto», che «parlava al telefono». Christidis si era dato da fare per tutta la nave (stava riposando in cabina guardando Zelig in tv) dalla plancia alla sala macchine, da un lato all’altro del ponte 4. «Mi ero arrabbiato con il personale perché le zattere erano aperte ma le persone non venivano imbarcate e i cancelli erano ancora chiusi». (p.s.)

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